A volte mi rendo conto che passo più tempo a fantasticare che a concretizzare. E non mi godo affatto tutte le mie piccole conquiste perché troppo intenta a progettare lo step successivo.
Tipo, ho ristrutturato un appartamento da capo a piedi, da sola (a parte i lavori di manovalanza idraulico-elettrica-cartongessica) e non mi gusto per niente il mio piccolo capolavoro perché sto già pensando alla prossima tinta da dare alle pareti della mia camerina. Che poi, che ci penso a fare? Il mio intento adesso è finire questi minchia di esami e andarmene di qui.. Vedete? Mi si accavallano gli obiettivi. Non faccio in tempo a mandare cv in una data città, che mi si presenta un'altra opzione in un continente diametralmente opposto. E per ogli destinazione c'ho la fantasia già pronta, con tanto di dettagli.
Credo sia un male della mia generazione. O forse è solo un male mio... E allora c'è poco da cercare consensi a destra e a manca perché riceverò solo "MAH, FAI TE" (il famoso, BUT , DO YOU) di risposta con sguardo alla "ma che cazzo sta a dì questa" annesso.
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!
E basta.







4 commenti:
Senta cara...io la sbircio da un pò, ogni tanto...sà che penso!?che più che allontanare questa anomalia se la dovrebbe abbracciare perchè la fantasia, così come il pensiero superfluo, è in disuso andante , oggidì.
Okaaaay, comporta maggiore difficoltà vitale maaaaaa...vuole mettere, con l'attività(propriamente detta) cerebrale?!?!?!?
Lady M.
Mi spiace tanto averti passato troppi geni sconclusionati...c'è solo una risposta...."Troppo simile alla mamma!"( e non è un vanto, ma almeno se tiva fai tesoro dei miei errori...)
no scusa, fammi capire...
non torno su questo blog da una vita e appena "rimpatrio" leggo HO RISTRUTTURATO DA SOLA????????????????
...la vita è ingiusta...
IO HO RISTRUTTURATO CON LA KEKKA
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