<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091</id><updated>2009-12-09T13:31:24.879+01:00</updated><title type='text'>plastilina</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default?orderby=updated'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;orderby=updated'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>373</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-1998293397764132507</id><published>2009-12-01T19:42:00.005+01:00</published><updated>2009-12-01T20:09:58.278+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>UPDATE, arguzia cercasi</title><content type='html'>Mi sono infilata in una nuova avventura.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nuova, la prima da un bel po' di tempo. A parte l'essermi trasferita a 3000 km da casa mia in una nazione che ancora non comprendo al 100% linguisticamente e culturalmente parlando.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho passato 60 giorni scrivendo la tesi, leggendo libri che non mi hanno completamente soddisfatta e passeggiando al freddo. Mi sembrava l'ora di aggiungere un po' di stress a questa mia permanenza svedese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono una stagista, anzi una intern, che suona più cool. Tento di scrivere per una rivista giovane, creativa. La mia editor ha usato il termine "witty". Wordreference me lo traduce come "arguta, spiritosa". Ingenuamente o presuntuosamente ho sempre più o meno pensato di esserlo ma mi sono resa conto che non è affatto così.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella mia vita quotidiana, forse lo sono. Ma c'è sempre quella punta di cinismo, di sarcasmo. Il sarcasmo non è witty e quando tento di scrivere un pezzo, ogni parola urla "acida!" non certo "spiritosa". Mettiamoci anche che tento di scrivere in inglese, visto che in Svezia il lettore tipo ama capire quello che legge. In inglese sono noiosa, pesante, severa. Non faccio ridere un cazzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho passato anni cercando di imparare a scrivere ed è forse l'unica cosa che so minimamente fare. Ora mi ritrovo a ricominciare da capo. E la cosa più frustrante è che non riesco a rendermi conto se quel che scrivo rispecchi un millesimo di quella che è la mia intenzione di partenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se fossi un medico, un ingegnere o un cazzo di falegname, il fatto che bisturi si dica scalpel e pialla si dica plane non mi impedirebbe di cavare un'appendice infiammata o di costruire un meraviglioso cassettone stile impero ovunque io sia. Ho scelto (o il tempo ha scelto per me) di voler fare un mestiere che non usa la calce ma usa le parole. E la materia prima cambia a seconda di dove io voglia costruire il mio insulso comodino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sono infilata in questa storia sapendo che non sarebbe stato facile. Arrivano le prime batostine, le prime telefonate dalla realtà che mi dice che c'è da sgobbare per ottenere il più microscopico risultato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per molti sarà la scoperta dell'acqua calda ma non per una viziata dalla vita come me. Non parlo di lussi, di capricci soddisfatti. Parlo del fatto che più o meno sempre se non mi riusciva alla prima, alla seconda portavo a casa la partita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma suppongo che crescere significhi questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E anche questo post.. Non è witty per un cazzo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-1998293397764132507?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/1998293397764132507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=1998293397764132507' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1998293397764132507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1998293397764132507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/12/update-arguzia-cercasi.html' title='UPDATE, arguzia cercasi'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-5596551139922881856</id><published>2009-11-09T12:52:00.006+01:00</published><updated>2009-11-09T13:54:29.901+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>UNDERSTATEMENT, per evitare imbarazzi futuri</title><content type='html'>&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SvgLjvvG1lI/AAAAAAAAAqQ/B9KNZi6qDGI/s400/salmone.png" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 100px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402080461768283730" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' una giungla. Il mondo del lavoro ma anche quello delle relazioni sociali. E' un cazzo di ginepraio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisogna stare attenti. E' pieno di squali, dice. Io dico che più che squali sono salmoni troppo impegnati a risalire la corrente per curarsi delle faccende da squalo. Lo squalo alla fine c'ha una sua dignità, un suo ruolo istituzionalizzato. E' il cattivo, l'incubo del surfista. Il salmone è alla moda, è rosa, rosa salmone. E' snello, lucido, tonico, atletico, spettacolare. Sta in branco, migra dove gli fa comodo. Risale la corrente. Va contro il naturale andamento delle cose. Lui sa dove vuole arrivare e se ne frega del resto. Ti passa accanto, ride, si vanta, colpo di coda e ti fa mangiare la polvere. E' pieno di sé, aò, io sono salmone e tu chi cazzo sei? Di base io non sono un salmone. A volte forse c'ho provato, nel buio della mia testa. Ma mi sono stata così antipatica che mi sono mandata a fanculo da sola. La risposta è UNDERSTATEMENT. Se il salmone si prendesse meno sul serio, se ogni tanto mettesse in conto l'eventualità di aver sbagliato, di aver esagerato, se il mio caro salmone facesse autocritica invece di autoironia poi sarebbe meno in imbarazzo quando da morto diventa cibo per fighette: carpaccio, crostini, farfalle, sushi. Da morto il salmone è un cazzo di smidollato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-5596551139922881856?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/5596551139922881856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=5596551139922881856' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5596551139922881856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5596551139922881856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/11/understatement-per-evitare-imbarazzi.html' title='UNDERSTATEMENT, per evitare imbarazzi futuri'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SvgLjvvG1lI/AAAAAAAAAqQ/B9KNZi6qDGI/s72-c/salmone.png' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-8450668690613686622</id><published>2009-11-07T13:29:00.002+01:00</published><updated>2009-11-07T13:39:39.974+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>POST DI SERVIZIO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SvVqbk75-4I/AAAAAAAAAqI/HPC9TeVaIlc/s1600-h/vmblog.JPG"&gt;&lt;img style="text-align: center;float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 266px; height: 320px; " src="http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SvVqbk75-4I/AAAAAAAAAqI/HPC9TeVaIlc/s320/vmblog.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401340350104730498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;28 anni fa i miei genitori si sono sposati.&lt;div&gt;Marisa e Victor sono le persone migliori che conosco.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-8450668690613686622?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/8450668690613686622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=8450668690613686622' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/8450668690613686622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/8450668690613686622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/11/post-di-servizio.html' title='POST DI SERVIZIO'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SvVqbk75-4I/AAAAAAAAAqI/HPC9TeVaIlc/s72-c/vmblog.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-4169083747037162374</id><published>2009-10-28T18:53:00.006+01:00</published><updated>2009-10-28T19:42:57.464+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roba politica'/><title type='text'>Tradizionalmente stupida! Si parla di una cittadina che sta tornando indietro nel tempo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'lucida grande';font-size:large;"&gt;Il centro antico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'lucida grande';font-size:large;"&gt;Ultimamente ho sentito che il centro storico di Prato hanno cominciato a chiamarlo .. Centro antico. Una definizione che puzza mi medioevo, come la vergognosa ordinanza che è stata appena sfornata dalla nuova illuminata amministrazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Direte, ma perché continui a rompere i coglioni di Stoccolma? Hai sloggiato, lasciaci distruggere la nostra città in pace. Non ci riesco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Non riesco a rassegnarmi al fatto che Prato, come tante altre città, non sia altro che lo specchio della superficialità e dell'anacronismo che ha investito il nostro Paese come un'ondata anomala di guano denso e puzzolente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;L'ordinanza dice questo:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;i&gt;Nell’intero centro antico, come delimitato dalle mura cittadine, non possono essere insediate attività ritenute incompatibili con l’esigenza di tutelare le tradizionali caratteristiche culturali ed ambientali della zona. In particolare sono incompatibili le attività che, tramite l’installazione di insegne, arredi, attrezzature o infissi, snaturino ed alterino la tradizionale vocazione storica del centro antico.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 18px;font-size:large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;L'assessore allo sviluppo economico ha detto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;"Non abbiamo voluto penalizzare nessuna categoria e nessuna nazionalità. Chiunque può aprire un negozio o un’attività in centro, basta che lo faccia garantendo i livelli minimi di decoro previsti da questo provvedimento”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Benone! Andiamo a vedere cosa dice questo provvedimento:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Niente attività di ristorazione che vendano cibi non tradizionali (ciao kebab, ciao ristorante cinese, ciao indiano.. Le crepes secondo voi?)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;no officine e carrozzerie,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;no falegnamerie industriali, sì alle botteghe all Mastro Geppetto per intendersi, quello fa molto centro antico..&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;niente lavanderie a gettone: ma perché? Non esiste una motivazione scrivibile in un'ordinanza. Esiste quella onesta però: chi usa le lavanderie a gettone? Chi non può permettersi una lavatrice o chi non ha posto per una lavatrice, entrambe condizioni non proprio TRADIZIONALI. Se non sei TRADIZIONALE a noi non ci piaci. Io non ho una lavatrice e prima di scappare da Prato anche io con i nigeriani e i pakistani portavo i panni alla lavanderia a gettone che costava un occhio della testa ma sai, quando non c'è concorrenza. Peccato che non ce ne sarà mai a questo punto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;no internet point (vedi sopra)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;no sale giochi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;assolutamente no sexy shop (perché ai pratesi piace comprare le loro schifezze in piazza Falcone e Borsellino)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Ma se la vostra attività non rientra nella lista nera di cui sopra, non è ancora detto che possiate aprire il bandone nell'ambitissimo centro antico di questa minchia: il vostro negozietto del cavolo deve anche rispettare tutta una sfilza di requisiti estetici decisi da chissà quale designer e cultore del bello. La vostra vetrina, gli arredamenti, l'insegna devono titillare le pupille del sommo giudice che poi deciderà se gli aggradano oppure no..&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;a href="http://www.ilpunto-online.it/comunicati/comuni/2007/prato-centro-storico-una-disciplina-transitoria-per-le-attivita-commerciali-e-artigianali"&gt;Ecco qui l'ordinanza&lt;/a&gt;. Pensavo che avessero in programma di farla gridare da qualche ciambellano in tenuta TRADIZIONALE. Ma appena la strillano me la faccio inviare con la prossima corriera Frittole-Stoccolma così ci facciamo quattro amare risate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-4169083747037162374?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/4169083747037162374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=4169083747037162374' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/4169083747037162374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/4169083747037162374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/10/tradizionalmente-stupida-si-parla-di.html' title='Tradizionalmente stupida! Si parla di una cittadina che sta tornando indietro nel tempo'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-1968339012635947552</id><published>2009-10-13T14:32:00.003+02:00</published><updated>2009-10-13T14:40:19.199+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>TANTI AUGURI A ME.. si parla di compleanni (più autoreferenziale di così si muore)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora dice che tante persone ad un certo punto della vita decidono di non festeggiare più il compleanno. Non vedono la motivazione per gioire del fatto che un altro anno è passato. Per quanto mi riguarda, il 13 ottobre è e sarà per sempre un giorno da celebrare. Non c’è nessuna megalomania in questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sembra anzi un’eresia dare per scontato che abbiamo trascorso relativamente sani e salvi, o perlomeno vivi, altri 365 giorni su questo pianeta bistrattato e imprevedibile. Non sono affatto fatalista ma sono consapevole del concetto di impermanenza che ci riguarda tutti (tutti tutti).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Proprio per questo in famiglia nessun compleanno è MAI passato in sordina e tanto meno sotto silenzio. La torta, lo spumante, i regali, il piatto preferito. Anche in quelle fasi della vita in cui ci siamo sentiti tristi, scoraggiati, rancorosi e in cui un festeggiamento ci appariva un po’ una forzatura. Mi è stato insegnato che ogni giorno andrebbe celebrato, figuriamoci un anno!&lt;/div&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/StR0r6v1FPI/AAAAAAAAAqA/_jP-MIb7ins/s320/snoopy.jpg" style="text-align: justify;float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 310px; " border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392062951722390770" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi ricordo il primo compleanno in Via del Monticello, che poi un monticello lo è davvero. Gli inviti con Titty e Silvestro, scritti da me e consegnati solo a chi volevo. Le amiche della palestra e di scuola. Le pizzette tonde, i panini lucidi con il prosciutto crudo o con la pasta d’acciughe che non mi è mai piaciuta. La fanta, la coca, le patatine che avanzavano sempre e stavano lì in cucina per una settimana, aperte, stantìe. La passeggiata fino al lago, la canzone in ghanese, il gioco della sedia, il millefoglie a forma di 11 (due torte invece che una, che genio!) e le decine di braccialettini che ricevetti come regalo (da quasi tutti).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fin da quando ero piccola ero appassionata di date di nascita. Ancora oggi mi ricordo i i compleanni di persone con cui non ho alcuna relazione particolare. E quando scopro che qualcuno non lo festeggia provo una certa tristezza per l’interessato. Perché celebrare il Santo Natale e non il proprio, di natale? Il natale a mio avviso più importante. Allora scatta l’organizzazione della festa a sorpresa, dell’aperitivo improvvisato su una panchina, con invitati che il festeggiato non avrebbe mai avuto il coraggio di invitare (ma il forte desiderio sì..), la tortellata alla Casa del Popolo, la serata a ballare, il regalino fatto a mano, la dedica alla radio, il mazzo di fiori a domicilio. Perché la verità è che nessuno rifiuta di essere festeggiato. Nessuno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi c’è chi come me inizia a fare il countdown dal 13 settembre assillando chi le sta intorno (-30! -29!..) e si auto-organizza una media di 3 feste (una con la famiglia, una con le amiche, una allargata..). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, tutta sta menata per dire che oggi è il mio compleanno. Un po’ anomalo perché festeggiato in terra straniera, senza gli amici storici, i fratelli storici e i genitori storici. Quei genitori che ogni anno ci fanno sentire ancora bambini. Che se fosse per loro riempirebbero ancora la casa di festoni e palloncini, bicchieri e piattini di carta con la torta disegnata. E che ricorderebbero agli amichetti di scrivere il proprio nome sul bicchiere perché poi non ce ne sono più!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Citando i Vandals.. Happy Birthday to me!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-1968339012635947552?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/1968339012635947552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=1968339012635947552' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1968339012635947552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1968339012635947552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/10/tanti-auguri-me-si-parla-di-compleanni.html' title='TANTI AUGURI A ME.. si parla di compleanni (più autoreferenziale di così si muore)'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/StR0r6v1FPI/AAAAAAAAAqA/_jP-MIb7ins/s72-c/snoopy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-2302375569810295808</id><published>2009-10-05T01:15:00.002+02:00</published><updated>2009-10-05T01:23:03.887+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roba politica'/><title type='text'>SHUT THE F*** UP, si parla di tv che parla</title><content type='html'>&lt;div&gt;Incredibile come la televisione ci somministri sottopelle una buona dose quotidiana di frasi fatte a tavolino che i più stupidi riescono a riciclare nelle loro vuote conversazioni quotidiane. Se, seguendo un tg o la 7 milionesima puntata di Uomini e Donne, isolassimo e cancellassimo le frasi artificiose e inflazionate si ritornerebbe al cinema muto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cerco il vero amore&lt;/div&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SskuFAIWYHI/AAAAAAAAAp4/nMRl_n1bP6g/s320/bla_bla.jpg" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 289px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388889092594753650" /&gt;&lt;div&gt;Ti porto in esterna&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi porti in esterna?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ti corteggio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non sono qui per le telecamere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vorrei farmi conoscere per quella che sono&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La bellezza esteriore non conta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche l’occhio vuole la sua parte&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sei carina&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sei carino&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sei una bella persona&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono più maturo di quelli della mia età&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho avuto una vita difficile&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi sono sempre mantenuto da solo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lavoro di notte&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Faccio la ragazza immagine&lt;/div&gt;&lt;div&gt;MA&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non sono una escort&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono una escort e lo faccio con dignità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Abitino nero e trucco leggero&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Voglio fare l’attrice&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono una modella&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non faccio diete, amo il cioccolato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi basta fare sport e tanti massaggi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Voglio finire gli studi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La famiglia è la cosa più importante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono una ragazza acqua e sapone&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono una ragazza normale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono una ragazza solare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era una ragazza solare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessuno si era accorto che soffriva di depressione da tempo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Raptus di follia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessun segno di effrazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessun segno di violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per lui non c’è stato niente da fare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A niente sono valsi gli sforzi dei medici&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Voglio giustizia per mio figlio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Voglio salutare mio figlio che mi guarda da casa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Faccio la telefonata a casa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Uso il 50 e 50&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chiedo l’aiuto del pubblico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scavicchi ma non apra&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dichiaro aperto il televoto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fai un appello&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se anche tu&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se anche voi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stop al televoto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono contenta comunque&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Grazie per l’opportunità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Avviamo un tavolo di concertazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mettiamo in campo tutte le misure necessarie&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scendo in campo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;farabutti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Menzogne&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Calunnie&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Immani falsità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vergogna&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Onore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Paese&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fiducia nelle istituzioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chiedo la fiducia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ennesima fiducia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fannulloni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A lavorare!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bamboccioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Meritocrazia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Coglioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Calciopoli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sudditanza psicologica&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vallettopoli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Intercettazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tangentopoli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mani Pulite&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Violazione della privacy&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lodo Alfano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hai vinto la prova immunità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sei in nomination&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sei salvo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vado in confessionale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell’angelus&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Piduista&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scoppia la polemica&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Moderare i toni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E’ il momento della riflessione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Invia un sms al numero in sovraimpressione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Consigli per gli acquisti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Linea a Mario Bianchi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A tra poco&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Restate con noi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-2302375569810295808?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/2302375569810295808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=2302375569810295808' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/2302375569810295808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/2302375569810295808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/10/shut-f-up-si-parla-di-tv-che-parla.html' title='SHUT THE F*** UP, si parla di tv che parla'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SskuFAIWYHI/AAAAAAAAAp4/nMRl_n1bP6g/s72-c/bla_bla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-732230374445744126</id><published>2009-09-24T19:24:00.003+02:00</published><updated>2009-09-24T19:36:44.472+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roba politica'/><title type='text'>MI VERGOGNO, ME NE VADO</title><content type='html'>&lt;div&gt;In culo alla privacy di certi soggetti che infestano la rete,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mi limito a mostrare il thread che è scaturito dalla mia indignazione di fronte alla pubblicazione su fb di una foto di un militare con il lanciafiamme corredata di didascalia: "chi ha detto che gli zingari non vengono accolti con calore?".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi dispiace moltissimo che il print screen non abbia una grande resa. Mettetevi gli occhiali e notate quanto questo rettangolino di pixel racchiuda in sé la motivazione che mi ha spinto a decidere di lasciare questo Paese di merda.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/Srur2BCXJ7I/AAAAAAAAApw/YTDCUGc286U/s1600-h/idiota.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/Srur2BCXJ7I/AAAAAAAAApw/YTDCUGc286U/s400/idiota.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5385086723931187122" /&gt;&lt;/a&gt;Non mi interessa minimamente se qualche amico di amici di questi due esemplari di giovine Italia si sentirà imbarazzato. Io lo sono stata per 25 anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-732230374445744126?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/732230374445744126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=732230374445744126' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/732230374445744126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/732230374445744126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/09/mi-vergogno-me-ne-vado.html' title='MI VERGOGNO, ME NE VADO'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/Srur2BCXJ7I/AAAAAAAAApw/YTDCUGc286U/s72-c/idiota.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-1424408599106817199</id><published>2009-09-23T02:12:00.012+02:00</published><updated>2009-09-23T02:32:56.862+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>VIVERE! e.. vivere (ma vuoi vedere che non c'ho capito nulla?)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho sempre respinto con tutte le mie forze le emozioni &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;inutili&lt;/i&gt;. Quindi quasi tutte.&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ho poca confidenza con il vezzo, la manfrina. Provo insofferenza verso chi si crogiola nei sentimenti e fa sì che questa massa oleosa si appiccichi a tutto. Ci soffrigge i pensieri, le parole, le azioni. Guarda il mondo con occhi unti di sensazioni e attraverso questa patina vede la realtà più complicata, più ansiogena. Quando, durante un’immersione, la maschera si appanna scambiamo un cespuglio di alghe per un mostro marino o una pietra per un tesoro prezioso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;Poi invece c’è chi si è addestrato a tenere le lenti perfettamente pulite per avere sempre pieno controllo di sé e del fondale. Niente sorprese. L’obiettivo ben calibrato, fisso sulla strada da percorrere. Da A a B senza passare per X. Come durante una scalata, risparmiare tempo, ossigeno ed energie diventa un principio di condotta.&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il razionale osserva frustrato chi invece, come un giunco, si piega in balia delle emozioni. Ma non può farci niente perché “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” o peggior dormiente di chi non vuole svegliarsi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Da lì a risultare arroganti il passo è brevissimo, perché il razionale si racconta che il suo modo è quello giusto. Che è lui quello sveglio, quello che c’ha capito tutto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;E se..&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/Srlq6Byo_JI/AAAAAAAAApg/5sDipLAaxx4/s320/burrone.jpg" style="text-align: justify;float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 249px; height: 320px; " border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384452374643932306" /&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E se invece così non fosse?&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E se esistesse VIVERE!!  e vivere? Come "U MIRACOLO!!! E... u miracolo" di Troisi..Non è che è proprio filtrando la realtà attraverso la famosa massa oleosa che si riesce a capirci qualcosa? A spiegarsi la merda e a godere a pieno delle nostre conquiste? Farcendo ogni attimo di entusiasmo e di disdegno.. Innamorandoci ad ogni angolo, odiando in modo furente un giorno sì e un giorno no. Piangendo per un regalo di compleanno inaspettato o urlando la propria rabbia ai quattro venti per l’ennesima delusione?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;Non mi so dare una risposta. Mi limito intanto a constatare che a volte, durante la famosa scarpinata da A a B magari una deviazione per sparare due cazzate di fronte ad un crepaccio terrificante ma dalla bellezza indescrivibile.. Si potrebbe anche fare.&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-1424408599106817199?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/1424408599106817199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=1424408599106817199' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1424408599106817199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1424408599106817199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/09/vivere-e-vivere-ma-vuoi-vedere-che-non.html' title='VIVERE! e.. vivere (ma vuoi vedere che non c&apos;ho capito nulla?)'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/Srlq6Byo_JI/AAAAAAAAApg/5sDipLAaxx4/s72-c/burrone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-5976414286704243454</id><published>2009-09-16T02:36:00.009+02:00</published><updated>2009-09-16T02:58:36.590+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>GIOVANI IDIOTI CRESCONO. Si parla di noi da piccoli...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi piace vincere facile. Quando si è nostalgici si vince facile.&lt;br /&gt;Si parla di capricci. Di superfluo. Che in quel momento ti sembrava questione di vita o di morte e che a distanza di anni (manco troppi) ti fa sentire tremendamente stupida (o vecchia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando nasciamo siamo immediatamente tartassati da qualcuno o da qualcosa che ci dice cosa vogliamo, cosa bramiamo, cosa ci serve per sentirci bene, lontani dall’essere dei totali emarginati. Essere parte di un gruppo legittimato dalla Mattel o dalla Malaguti è troppo importante, troppo vitale per essere liquidato da un genitore di buon senso senza che egli o ella appaia come un mostro agli occhi del figlioletto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fase della vita a cui mi riferisco va dalla scuola elementare alle superiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La merendina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tasto dolente. Alle elementari la mamma non mi ha mai comprato una merendina, neanche tarocca. All’intervallo vedevo i miei compagni sgranare Tegolini e sorseggiare Estathè con la stessa lascivia di chi gusta ostriche e champagne. E io nulla. “Fai una colazione abbondante e arrivi dritta dritta fino a pranzo” mi tranquillizzava la mamma.&lt;br /&gt;Ma non era solo una questione di conservare l’appetito. La mia infanzia e adolescenza è stata conservanti/coloranti-free. Tutto ciò che era conservato non era ammesso in casa mia. Solo roba fresca e biologica. Quindi niente merendine, niente gelato confezionato, ma soprattutto niente NUTELLA. Ma a tal proposito la mamma mi venne incontro comprandomi una “crema di nocciola spalmabile Valsoia” che mise erroneamente in frigo. Non esattamente la stessa cosa…&lt;br /&gt;Quindi dicevamo, status symbol della merendina: negativo.&lt;br /&gt;Qualche anno fa mi sono comprata le Camille. Le ho buttate tutte nel cesso. Gommapiuma arancione (perché dicevano fossero alla carota) stucchevole come una slinguata di melassa. Mai più e mai poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il cristal ball&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ve lo ricordate di sicuro. Quel blob colorato venduto in tubetto. Lo soffiavi manco fosse vetro di Murano e ci giocavi in salotto perché “.. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non rompe niente e poi non macchia&lt;/span&gt;..” ma ti fa venire due ghiandole da parotite.&lt;br /&gt;A parte il fatto che macchiava eccome, mi ricordo che non andai a scuola il giorno dopo il mio primo palloncino minuscolo, dal dolore.&lt;br /&gt;Non so ne&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SrA2FipgZmI/AAAAAAAAApA/skevcRhcBJQ/s1600-h/MyLittlePony2Demo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 190px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SrA2FipgZmI/AAAAAAAAApA/skevcRhcBJQ/s200/MyLittlePony2Demo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381861023535883874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;anche come entrò in casa mia un gioco così chimico..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il mio minipony&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cavallini di colore pastello con criniere di nylon che neanche una dragqueen. Avevano stelline tatuate sul culo e un profumo nauseabondo. Un giocattolo da bambina in. E gli dovevi anche pettinare la coda, perché lo facevano in tv. E allora schiacciavi i pomeriggi a spazzolare un ciuffetto di peli turchesi che spuntavano dal culo tatuato di un equino alla vaniglia. Tutto regolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il dolce f&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;orno/pop-corn/gelato/FISHERPRICE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Che emozione. Emulare le mamme nelle faccende di casa. Fare i piatti, stirare un lenzuolino, cucinare alla tenera età di 5 anni senza sapere che lo faremo poi per 80 anni a venire. E quel cazzo di forno le cuoceva davvero le pizzette. Se non c’avevi il fornino eri una pezzente. Ma non ne ho sofferto. Iniziava l’età del…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;…Sapientino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La mia droga. Passavo le ore da sola a giocare co sto trabiccolo infernale. PEEE errore!! PEEEEEEE errore!!! Mortificante al massimo. Ma col Sapientino Europa ho imparato a menadito tutte le capitali, i piatti tipici, i monumenti, i costumi tradizionali, laghi, fiumi e bandiere finché quel PEEEEE non l’ho sentito più. Era una questione tra me e lui. Ne andava della m&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SrA1y3-Je7I/AAAAAAAAAo4/Ew-zkpJ5oQI/s1600-h/Gira_la_moda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SrA1y3-Je7I/AAAAAAAAAo4/Ew-zkpJ5oQI/s200/Gira_la_moda.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381860702842092466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ia dignità. PEEEEE lo dici a qualcun altro. Grande soddisfazione finché non mi sono accorta che non mi dava più errore.. ma solo perché le pile erano finite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gira la moda&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Potrei parlare per ore di questo aggeggio maledetto. Strusciare un pastello su una superficie in rilievo lasciando l’impronta su un foglio NON EQUIVALE A SAPER DISEGNARE. Tutti i modellini erano spiccicati. La morte della creatività infantile. Infatti la mamma non era molto d’accordo.. Ma come un circolo vizioso, più lo usavi e più ti faceva schifo quello che provavi a disegnare a mano libera. Poi persi il pastello col reggi-pastello e riposi la mia carriera di stilista in un cassetto..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La penna multicolore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un oggetto fallico totalmente impossibile da impugnare. Un congegno pieno di molle e levette che avevo imparato ad attivare con i denti (quante volte mi ci sono affettata la punta della lingua.. Ma perché?!). Mille colori e mille profumi. La calligrafia che se ne otteneva era simile a quella di un primate ad&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SrA2UrJKhQI/AAAAAAAAApI/uZPYWMxcDH8/s1600-h/carioca.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 116px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SrA2UrJKhQI/AAAAAAAAApI/uZPYWMxcDH8/s200/carioca.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381861283514189058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ulto col Parkinson e siccome già di base non potevo proprio definirmi una amanuense, la maestra mi proibì di usarla a scuola. Durante la lezione, tutti co sto pennone. TIC TIC TIC TIC sembrava una classe di esauriti, coi quaderni più variopinti e profumati d’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli anni passano.. L’idiozia resta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scuola media&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Tamagotchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’apoteosi della demenza. Il manifesto della frustrazione del bambino a cui viene negato un animale domestico. Geniale. Non puzza, non sporca, non mangia, non caca, non esiste. E le mamme soddisfatte (non la mia, alla quale non è mai stata fatta una richiesta del genere). In compenso il bambino iniziava a combattere con le prime crisi d’ansia perché durante l’ora di matematica non era riuscito a dare da mangiare al pennuto appena nato e adesso gli era diventato anoressico per carenza di attenzioni. Il pulcino ignorato aveva deciso di tagliuzzarsi le penne per esprimere disagio e il padroncino si era convinto di non essere un buon padre. “… &lt;span style="font-style: italic;"&gt;C’ho il pulcino in coma, non sarò mai nessuno nella mia vita&lt;/span&gt;…”. Apriti cielo se lo scopriva la madre “.. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vedi?? E se era un animaletto vero?? Non sei abbastanza maturo per avere un cagnolino, tel’avevo detto&lt;/span&gt;!”&lt;br /&gt;Velo pietoso sulla versione felina e canina del Tamagotchi: il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bit bit&lt;/span&gt;, che andò subito per la maggiore. L’originale divenne un giocattolo di nicchia, per bambini radical chic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il pomeriggio al Luna Park di Viale Marconi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;The place to be. Se contavi, ci andavi. E senza i genitori, s’intende! La fauna della fiera era formata da tre sottogruppi:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;I tamarri intorno al punjeeball.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I tamarri a fare le vasche.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I tamarri sul Tagadà.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto sulle note di Molella e Gigi D’Ag, ovviamente.&lt;br /&gt;Si saliva solo sulle giostre più truculente perché ogni gesto era un’affermazione del proprio essere grandi. Guai a comprarsi un gelato o un brigidino. Puzzavano di poppante..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le DOTTOR MARTENS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le uniche scarpe che da 15 anni a questa parte non calano mai di prezzo. Degli anfibi pesanti come mattoni forati, di tutti i colori e fantasie. Da quel momento l’inquinamento acustico del mondo ha subito un’impennata. Erano i milioni di adolescenti anfibiati che camminavano trascinando i piedi.&lt;br /&gt;Ovviamente dopo poco arrivarono le Dottor tarocche. I genitori ingenui cercavano di rivogarle ai figli che immediatamente osservavano “.. è troppo alta, troppo sbombata, la cucitura deve essere gialla, la gomma è troppo scura, i lacci sono diversi, questo testa di moro non è verosimile.. Sgancia 200 mila lire, per chi mi hai preso/a?!”&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma poi… Chi cazzo è sto Dottor Martens??&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle superiori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il BOOSTER&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SrA2mia1thI/AAAAAAAAApQ/lN9rd19cuoQ/s1600-h/booster_spirit.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 150px; height: 142px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SrA2mia1thI/AAAAAAAAApQ/lN9rd19cuoQ/s200/booster_spirit.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381861590410049042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Che fosse Spirit o Generation non faceva differenza. Il buster era il buster. Il motorino più brutto mai fabbricato. Ma il più giusto. L’originale.&lt;br /&gt;Poi vabbè il 14 enne è un estimatore di cinquantini. Riconosce il modello sentendolo scoreggiare a km di distanza.&lt;br /&gt;A ognuno il suo:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;Booster spirit: da truzzo/a&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Scarabeo: presuntuoso fighetto/a&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Zip: low profile, per chi non si deve affermare attraverso un due ruote&lt;/li&gt;&lt;li&gt;F10: ereditato da qualche fratello maggiore; retro depresso, fronte di design&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Phantom: aggressivo ma non troppo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Firefox: linee futuristiche, vagamente aeronautico&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Typhoon: culone, da ragazza figa, assolutamente non da uomo, che se proprio brama un Typhoon si deve accontentare del modello celeste Benetton F1&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Liberty/Free: elegante, non presuntuoso, per tutta la famiglia&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Nitro: IL CATTIVO per antonomasia, ricorda le fattezze di una piattola aliena&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Runner: enorme, una bestia fosforescente, esclusivamente da uomo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;SR: il re dell’Aprilia; sotto il culo del re della savana; maestoso&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il casco NON INTEGRALE doveva essere della MROBERTS. Dopo averlo pagato 150 000 lire lo dovevi imbrattare e liberarlo immediatamente della visiera.&lt;br /&gt;Che acume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in questo caso sarei proprio curiosa di sapere qualche vostra fissa d’infanzia/adolescenza.. Non che io non ne ricordi più. Anzi. Ma preferirei stendere un velo pietoso.. E menomale che mi considero una controcorrente..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-5976414286704243454?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/5976414286704243454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=5976414286704243454' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5976414286704243454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5976414286704243454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/09/giovani-idioti-crescono-si-parla-di-noi.html' title='GIOVANI IDIOTI CRESCONO. Si parla di noi da piccoli...'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SrA2FipgZmI/AAAAAAAAApA/skevcRhcBJQ/s72-c/MyLittlePony2Demo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-5908440797623535997</id><published>2009-09-04T03:10:00.003+02:00</published><updated>2009-09-04T03:17:10.846+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>CATFIGHT! Si parla di amicizie tra donne</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Annosa questione, vera quanto banale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le donne fin dall’asilo si lamentano dell’altro sesso. Il rapporto&lt;/div&gt;&lt;div&gt; con il maschio è il tema di quasi ogni riflessione e conversazione. Poi vabè, luoghi comuni che si sprecano “gli uomini vengono da Marte bla bla”, “Lui non mi capisce”, “Parliamo due lingue diverse”, “Non c’è dialogo”, “non c’è condivisione”, “il nostro è un rapporto sbilanciato”, “C’è un muro tra noi”, “Noi donne… Noi donne… Noi donne…”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personalmente, ho sempre trovato molta più difficoltà nel nel&lt;/div&gt;&lt;div&gt; comprendere/comunicare/condividere con le donne.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E tutte le donne vi diranno la stessa cosa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi però tutte le donne avranno una migliore amica, perché non hanno ancora deciso se credere nell’amicizia tra uomo e donna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma senza prendere in carico le amicizie consolidate, due donne che si incontrano ex novo, magari presentate da qualche amico maschio piacente, vedranno il loro livello di tolleranza all’essere umano collassare fino al grado ZERO in pochi secondi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SqBqWZhUOSI/AAAAAAAAAog/WaEBMfRsDF0/s400/blog2.jpg" style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 204px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377414888120662306" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non c’è giustizia. Se conosciamo un coglione, siamo pronte a ridere alle sue battute poco divertenti. Ci diciamo che non è giusto fermarsi alla prima impressione. Gli diamo la possibilità di redimersi. Con la nuova arrivata, questo tipo di indulgenza subisce un crollo irreversibile. Sei una donna, hai detto una cazzata (ma neanche; basta un’espressione del viso a noi non congeniale): sei morta. Sei radiata. Marchiata a fuoco come un capo di bestiame. Una lettera scarlatta che in men che non si dica tutte le donzelle della cricca ti dipingeranno in fronte. E poi parte il valzer degli appellativi: la scema, la sciatta, la morta di sonno, la maiala, la maestrina, quella che deve stare tranquilla, la regina del mondo, la tettona, la dentona, la boccalona,la culona, la badante (per il colore dei capelli), la gelataia (per i pantaloni bianchi), la pelosa, quella che cel’ha solo lei, la nana, lo stoccafisso, la cima, la gialla (per il colorito itterico) e così via. E questo appellativo non se lo toglierà mai più, neanche dopo aver provato la sua simpatia/bellezza/rettitudine/intelligenza/sensibilità/eloquenza/senso del gusto. Anzi. Più tenti di ribellarti e peggio è. Resti invischiata nel tuo appellativo, come una profezia che si auto avvera. Per anni sono stata La stronza, e la stronza è quello che molte hanno ottenuto da me. Ma questa è un’altra storia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le donne fanno fatica a fare squadra. E se la fanno è di facciata, a progetto o a tempo determinato. Finito il momento tutto svanisce. Vinto il torneo ognuna a casa sua. Finito il trivial, di corsa a fare bisboccia con i ragazzi della cricca. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Allora, sabato a cena, serata sole donne. Uomini a casa.”= “parliamo di cazzi” ergo l’uomo (anche in spirito) irrompe comunque nella “serata sole donne”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sul luogo di lavoro, non ne parliamo. Evidentemente con le dovute eccezioni, alla nuova collega si dà meno chances di farsi conoscere e apprezzare. A primo impatto non è una compagna, una nuova marinaia sulla nave dell’impresa. E’ un’intrusa con una badilata di crete senesi spalmata sulla faccia (=truccata pesantemente), una minaccia allo status quo che paradossalmente fa fare fronte comune alle veterane che magari 20 minuti prima non si potevano vedere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personalmente, almeno durante l’infanzia e l’adolescenza, sono riuscita più o meno a scamparla perché non mi mettevo nelle condizioni di essere considerata una potenziale minaccia. Ero solitaria e poco civetta. Non destavo grosse antipatie perché con la mia presenza a quello status quo gli facevo solo vento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi crescendo ho inanellato una serie di antipatie (mio malgrado) e paradossalmente non me ne sono quasi mai accorta (perché la donna si guarda bene dal intavolare polemiche faccia a faccia).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al liceo eravamo una classe di 24, sole donne. La tensione a volte si tagliava con l’accetta e da lì all’assuefazione il passo fu molto breve. Non mi aspettavo di trovare amiche e non feci neanche niente per risolvere il problema. I primi anni, nonostante il mio atteggiamento non proprio da P.R ne trovai due di numero. Buone come il pane. Non me le meritavo affatto. Avevo avuto troppo culo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi, come in seno ad un esperimento chimico nucleare, si formò un conglomerato informe di sei soggetti XX. Un cocktail che funzionò, per anni. E, a parte un paio di defezioni, funziona ancora alla grande. Ma questo solo ed esclusivamente perché prodotto di una cernita incrociata basata sul tempo e soprattutto sugli incastri caratteriali. Non c’è una leader e non c’è un rimorchio. Chi voleva fare la leader e chi ha iniziato a fare il rimorchio si è auto espulso, come Darwin ci insegna.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sottolineo che le mie sono sempre considerazioni generali. Non voglio scatenare le ire di qualche retta donnina che come una missionaria accoglie tutte a braccia aperte, senza pregiudizi. Io quando mi accorgo di aver acceso i raggi X di fronte ad una ragazza mi do virtuali bacchettate sulle mani perché non essendo stupida riconosco l’errore e per quanto posso cerco almeno di non esternare il referto (a meno che non sia con le mie tre XX, allora lì se non commenti passi per buonista, GUAI). Ma questo non fa che confermarmi quanto radiografare la malcapitata sia un nostro riflesso condizionato che parte in automatico, come se ci toccasse un nervo scoperto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-5908440797623535997?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/5908440797623535997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=5908440797623535997' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5908440797623535997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5908440797623535997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/09/catfight-si-parla-di-amicizie-tra-donne.html' title='CATFIGHT! Si parla di amicizie tra donne'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_PpptWmyKSek/SqBqWZhUOSI/AAAAAAAAAog/WaEBMfRsDF0/s72-c/blog2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-5250668154881536223</id><published>2009-08-27T14:27:00.004+02:00</published><updated>2009-08-27T16:54:01.237+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>"PALP" FICTION, si parla di uomini e neuroni</title><content type='html'>Ieri sera al pub di Travalle ho toccato una tetta. Ma grossa. Non dirò di chi... (Lei e la Gui lo sanno).&lt;br /&gt;Ci sto ancora riflettendo. Che bellezza.&lt;br /&gt;Sempre a Travalle s è parlato di approcci. Ma niente di psicologico e emozionale. Approcci fisici tra sconosciuti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ora, la domanda è: fino a che punto l'uomo si fa offuscare la vista (oltre che dal sapone) dal testicolo? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inevitabile non rievocare scene di panico ibizenghe allo schiuma party dell'Amnesia. Due volte ci sono stata e due volte sono stata palpeggiata come un vaso di creta. Sopra e sotto, a destra e a sinistra. Fino al temibile incontro con il conquistatore &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tipologia TOTTI&lt;/span&gt;, chiamato così perché la sua specialità è il CUCCHIAIO.&lt;br /&gt;DICESI CUCCHIAIO - Uomo e donna (che poi vai a sapè, con la schiuma e il fumo sfido a riconoscere chi c'hai davanti) posti di fronte. Lui con la mano a spatola esegue movimento escavatorio ascensionale tra le gambe di lei, imitando il movimento della paletta sulla sabbia. Lei (nella fattispecie, io) sferra pugno chiuso in linea retta, ndo coio coio, causa scarsa visibilità e sapone negli occhi. Becca qualcuno, molto molto violentemente. Strattona l'amica e la trascina fuori da quell'orgia al Sole piatti.&lt;br /&gt;Ora, lo schiuma party va considerata una versione tamarra della dark room. L'unica differenza è che se decido di entrare in una maledetta dark room la palpata mel'aspetto, anzi, mela cerco appositamente.&lt;br /&gt;Allo schiuma party no. Anche perché, se decide di essere un foam party serio, non c'è proprio niente da godere. Respirare schiuma dal naso e dalla bocca mentre 2000 mani sconosciute ti palpano e 4000 piedi di pestano come fosse tempo di vendemmia non è divertente.&lt;br /&gt;Ma l'uomo TOTTI tocchiccia nel mucchio. Tocca tette, culi e company senza manco sapere se sta palpando Wanna Marchi o Heidi Klum. Ma allo stupido basta toccare. Ahh, che goduria. Magari a fine serata farà la conta dei cucchiai e se ne vanterà con gli amici come se ogni scavata corrispondesse a un amplesso. Stupido, stupido. Mi rifiuto di pensare che egli si illuda di concludere qualcosa. "Ehi, ciao, sono quello che mentre stavi soffocando ti ha fatto un pap test a mano.. Ti va un drink?". Non commento oltre.&lt;br /&gt;Voto -30, molestatore sfigato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono poi altri approcci, non meno ridicoli, ma senz’altro meno traumatici per la povera preda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il conquistatore fàtico&lt;/span&gt;. Deve questo aggettivo alla famosa funzione fàtica del linguaggio: preparare il campo per una conversazione telefonica esordendo con “PRONTO?!” che acquista il significato di "CI SONO, STO PER INIZIARE A PARLARE". Il soggetto solitamente ti si para davanti come se fosse allo sportello della banca: CIAO, TI POSSO CONOSCERE? E che gli rispondi, poveraccio. A meno che non usi il verbo "conoscere" in senso biblico, il suo incipit appare totalmente inutile. Come dire: CIAO, POSSO DIRTI CIAO?.&lt;br /&gt;Voto 4, ridondante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il conquistatore old school&lt;/span&gt;. Rivoga tutta una serie di vecchie frasette da quattro soldi. "CI SIAMO GIA' VISTI DA QUALCHE PARTE?"/ "VIENI QUI SPESSO?"/"CERCHI QUALCUNO?". Di risposta ottiene un sorrisino di commiserazione e una pacca sulla spalla che risulta peggio di una sberla in piena faccia.&lt;br /&gt;Voto 3, pigro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il conquistatore LaChance&lt;/span&gt;, perché l'importante è essere convinti. Si avvicina in preda al ballo di San Vito perché si è autoconvinto di saper ballare. E' talmente preso dalla sua coreografia (da cui l'appellativo LaChance) che non si accorge che esiste anche la musica, e che magari andrebbe seguita. Sgambetta sulle note delle Pussicat Dolls, gli dà di bacino alla Riky Martin. Fin lì nessun problema, anzi. La preda ride a crepapelle e lo addita bisbigliando nell'orecchio dell'amica. La preda smette di ridere quando la frusta pelvica tenta di rapirla in un passo a due. Non le resta che fermarlo urlandogli nell'orecchio "DEVI STARE CALMO PERò!".&lt;br /&gt;Voto 10 per l'impegno ma 4 per il collo del piede, RIDICOLO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il conquistatore accoppiato&lt;/span&gt;. Uno dei peggiori. E'in discoteca con la fidanzata ma non rinuncia alla cacciagione. Balla con lei ammiccando alle ragazze alle spalle della poverina. Quando sembra sul punto di accorgersene lui le ficca la lingua in bocca come dire "NO NO, Là DIETRO NON C'è NULLA DA GUARDARE".&lt;br /&gt;Voto 1, ammiccatore falso e bugiardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il conquistatore peter pan&lt;/span&gt;. E' convinto di avere ancora 13 anni e manda avanti l'amico. "OH, QUEL RAGAZZO LAGGIù TI VUOLE CONOSCERE". Grazie per l'informazione, che mi mandi un fax. Se la preda ha più di 14 anni, questa tecnica fallirà miseramente, tra le risate delle amiche di lei che continuano con L'ADDITO/SORRISETTO/BISBIGLIO.&lt;br /&gt;Voto 0, biscotti plasmon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il conquistatore stagionato&lt;/span&gt;. Nonostante i suoi 60 anni suonati si butta nella mischia mascherato da Briatore. Ogni tanto fa la mano morta e ha la faccia di chi la sa lunga. La vecchia volpe o meglio il vecchio volpino spelacchiato ha il dono congenito dello sguardo-blob. Solo a guardarti ti sporca, lasciandoti addosso una spalmata di slimer. Fa la radiografia a qualunque tetta con le gambe conludendo lo screening  annuendo al vento con un'espressione da intenditore di vini. E' rigorosamente da solo. Perché la sua compagnia di attempati stasera c'ha la briscola in campeggio. Va sans dire: tornerà in piazzola decantando conquiste come se piovesse, tra i batti cinque e gli sbadigli dei compagni pensionati.&lt;br /&gt;Voto 5, ma solo per anzianità, VISCIDO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il conquistatore inguainato&lt;/span&gt;. Chiamato così per la collezione di t-shirt sintetiche e attillate che vanta, fa colazione con latte e anabolizzanti. In camera ha appeso il poster dei Cento Celle, che bacia ogni mattina dopo la prima iniezione di nandrolone, poco prima della ceretta integrale. Dopo aver sfoggiato per anni una lunga criniera corvina effetto bagnato, rasata sulle tempie, ora sfoggia  lo stile palla di biliardo per nascondere la stempiature e per somigliare a Franco Trentalance (che fino a La Talpa, ma chi se lo’nculava?) di cui conserva un santino nel portafoglio. Ha un fortissimo problema di traspirazione accentuato anche dal fatto che ama fasciarsi in capi in poliestere con filigrana di nylon. Ti lancia sguardi ammaliatori che ha provato e riprovato allo specchio imitando il fermo immagine di Costantino Vitagliano quando stava sul trono. Se c’è si nota. Per la stazza, per il tanfo e per la strisciata di sudore che t ha lasciato sulla schiena quando, di tutta la discoteca, ha deciso di passare proprio dietro di te.&lt;br /&gt;Voto 2, monnezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il conquistatore PRANOTERAPEUTA&lt;/span&gt;. Darquin Duck, il terrore che svolazza nella notte. Non lo vedi ma lo senti. Ha il dono dell’invisibilità. Ti tocca in modo languido, ti giri e non c’è più. Ti soffia nell’orecchio (MA COSA CAZZO FAI!) e poi fa lo gnorri. Ti alliscia un braccio mentre ti fai largo tra la folla. Ha un tocco delicato, da riflessologo. Toccandoti di nascosto per tutta la sera ti cura un’ulcera, con la sola imposizione delle mani. Esci dal locale con tutti i chakra rivitalizzati, ma con un giramento di palle che fa vento. MANIFESTATI CAZZO!&lt;br /&gt;Voto 4, ayurvedico innominato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ce ne sarebbero ancora tanti, amiche e amici miei. Sarei curiosa di sapere la vostra. Magari di qualche lettore che ci vuole illuminare sulla vera natura dell’agire maschio in discoteca. Magari ci può svelare l’arcano: gli uomini lasciano il loro unico neurone al guardaroba con il cappotto?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-5250668154881536223?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/5250668154881536223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=5250668154881536223' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5250668154881536223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5250668154881536223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/palp-fiction-si-parla-di-uomini-e.html' title='&quot;PALP&quot; FICTION, si parla di uomini e neuroni'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-7590232832561401775</id><published>2009-01-23T22:56:00.004+01:00</published><updated>2009-08-22T12:55:28.336+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>PFIU'! (come dice la franci)</title><content type='html'>Raramente ho avuto fasi dotate di tali punte di insoddisfazione e abbrutimento alternate a picchi di euforia e di propositività . Non sono bipolare, sono sempre più o meno io. Niente sceneggiate, niente pianti, niente scenari di follia. Avviene tutto nella mia testolina. Mi gaso e mi butto giù da sola nel giro di 45 secondi, tutto nel calduccio del mio cranio iperattivo.&lt;br /&gt;Ma devo ammettere di essere piuttosto fortunata perché:&lt;br /&gt;A) questa fase di sconclusion avviene nella privacy della mia alcova&lt;br /&gt;B) nonostante la mia fase di poca realizzazione personale, ergo, insofferenza generale, ho delle amiche che non si lamentano&lt;br /&gt;C) nonostante la mia fase di poca realizzazione personale, ergo, insofferenza generale, ho una famiglia che non si lamenta&lt;br /&gt;D) nonostante la mia fase di poca realizzaizone personale, ergo, insofferenza generale, ho un ragazzo che non si lamenta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E NON VA DATO NIENTE PER SCONTATO&lt;br /&gt;ORO, ORO...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-7590232832561401775?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/7590232832561401775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=7590232832561401775' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/7590232832561401775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/7590232832561401775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/01/pfiu-come-dice-la-franci.html' title='PFIU&apos;! (come dice la franci)'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-1752592127675822431</id><published>2008-11-04T10:56:00.001+01:00</published><updated>2009-08-22T12:55:00.322+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roba politica'/><title type='text'>LA DOVEROSA</title><content type='html'>... Ok lo so faccio cacare.&lt;br /&gt;ma 2 righe oggi erano doverose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL SOGNO SI STA PER AVVERARE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OBAMA PRESIDENTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, quando lo dicevo io a inizio gennaio nessuno mi credeva. Solo il babbo Victor.&lt;br /&gt;Noi si sapeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicazione di servizio&lt;br /&gt;Babbo, c'è da pagare le tasse universitarie. Il bollettino è sulla scrivania in taverna.&lt;br /&gt;Vio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-1752592127675822431?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/1752592127675822431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=1752592127675822431' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1752592127675822431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1752592127675822431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2008/11/la-doverosa.html' title='LA DOVEROSA'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-3777430368567319285</id><published>2009-01-26T00:21:00.004+01:00</published><updated>2009-08-22T12:54:35.733+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>SCONCLUSIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A volte mi rendo conto che passo più tempo a fantasticare che a concretizzare. E non mi godo affatto tutte le mie piccole conquiste perché troppo intenta a progettare lo step successivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tipo, ho ristrutturato un appartamento da capo a piedi, da sola (a parte i lavori di manovalanza idraulico-elettrica-cartongessica) e non mi gusto per niente il mio piccolo capolavoro perché sto già pensando alla prossima tinta da dare alle pareti della mia camerina. Che poi, che ci penso a fare? Il mio intento adesso è finire questi minchia di esami e andarmene di qui.. Vedete? Mi si accavallano gli obiettivi. Non faccio in tempo a mandare cv in una data città, che mi si presenta un'altra opzione in un continente diametralmente opposto. E per ogli destinazione c'ho la fantasia già pronta, con tanto di dettagli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Credo sia un male della mia generazione. O forse è solo un male mio... E allora c'è poco da cercare consensi a destra e a manca perché riceverò solo "MAH, FAI TE" (il famoso, BUT , DO YOU)  di risposta con sguardo alla "ma che cazzo sta a dì questa" annesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E basta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-3777430368567319285?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/3777430368567319285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=3777430368567319285' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/3777430368567319285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/3777430368567319285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/01/sconclusia.html' title='SCONCLUSIA'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-3052858350259665449</id><published>2009-05-04T23:16:00.003+02:00</published><updated>2009-08-22T12:54:04.307+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>1 volta all'anno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultimamente ho notato che qualcuno ha lasciato un par di commenti in questa landa desolata che è il mio blog, degna interfaccia dello stallo che di nuovo ha imbastito le  articolazioni politico-accademiche del mio pensiero.&lt;br /&gt;Sono ufficialmente, oramai da 8 mesi, entrata nel rocambolesco (ma che dico, se rocambola presuppone un movimento) anzi grottesco mondo del lavoro.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le condizioni lavorative, non credo di potermi lamentare. Lavoro part-time in un palazzo storico fiorentino e porto a casa i miei 700 scudi al mese. C'è decisamente chi sta peggio.&lt;br /&gt;Direte, ma come sei ridotta, esultare per così poco.&lt;br /&gt;Beh, facendo il lavoro che faccio sono arrivata alle conclusioni che:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;non ho alcuna simpatia per il denaro&lt;/li&gt;&lt;li&gt;odio avere i debiti e odio chi li ha (soprattutto se sono io la creditrice)&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;preferisco essere pagata in "bollette saldate e abbonamenti mensili per il treno"&lt;/li&gt;&lt;li&gt;odio i casting, la moda (per non dire LE MODELLE), i lustrini, i capelli e i parrucchieri&lt;/li&gt;&lt;li&gt;l'accento milanese mi inibisce, mi fa sentire tremendamente non professionale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;il marketing, le in-store promotions, il merchandising e il materiale P.O.P mi danno un senso di asfissia (tra poco devo dare l'esame di comunicazione pubblicitaria con una prof milanese, il massimo)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ho avversione per ogni tipo di strumento di comunicazione interpersonale (internet-telefono-fax-cellulare: un bel falò)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Devo continuare?&lt;br /&gt;Ah, l'unisi ha deciso che da ora in poi ci si iscrive agli esami SOLO ONLINE usando la username e password. E chi cel'ha?&lt;br /&gt;E devo dare 3 esami in 1 mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A luglio reggerò l'anima coi denti, come ogni luglio, puntualmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHE PALLE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-3052858350259665449?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/3052858350259665449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=3052858350259665449' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/3052858350259665449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/3052858350259665449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/05/1-volta-allanno.html' title='1 volta all&apos;anno'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-997061491985744435</id><published>2009-06-25T11:27:00.004+02:00</published><updated>2009-08-22T12:53:29.296+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roba politica'/><title type='text'>TESTIMONI EVERSIVI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi hanno appena suonato il campanello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Chi è?&lt;br /&gt;- Salve mi chiamo Ida, volevo sapere cosa ne pensa dell'ingiustizia nel mondo..&lt;br /&gt;- Ah! No scusi sono impegnata e poi non sono religiosa mi spiace..&lt;br /&gt;- Ma deve avere speranza..&lt;br /&gt;- ... E comunque stia ben attenta che ingiustizie se ne vedranno anche a Prato molto presto..&lt;br /&gt;- QUESTO GOVERNO NAZIONALE CHE OPERA ALL'INSEGNA DELL'INGIUSTIZIA E DEL PECCATO.. Verrà convertito dall'avvento del regno dei cieli..&lt;br /&gt;- Beh, spero che non abbiate votato per il regno dei cieli alle ultime elezioni perché in questo caso non si può dire che abbiate fatto abbastanza per evitare di trovarci in questa situazione..&lt;br /&gt;- Ma deve avere speranza..&lt;br /&gt;-Sto lavando il bagno, buona giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No comment&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-997061491985744435?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/997061491985744435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=997061491985744435' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/997061491985744435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/997061491985744435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/06/testimoni-eversivi.html' title='TESTIMONI EVERSIVI'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-1349829053414999971</id><published>2009-08-18T16:22:00.001+02:00</published><updated>2009-08-22T12:52:59.472+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>LO AMMETTO</title><content type='html'>Odiare, odio, sono parole che pronuncio spesso, almeno nella mia mente. Odiare pare un concetto eccessivo. Non ho mai subito niente di così drammatico da giustificare questo sentimento. Poi ci si mettono anche quei luoghi comuni pietosi:" Non lo odio, perché odiare presuppone un sentimento. Nonostante mi abbia tradito con la mia migliore amica e abbia prosciugato il mio conto in banca per andare a puttane io per lui provo solo indifferenza". Cazzate.&lt;br /&gt;L'odio è un sentimento che proviamo quotidianamente, senza necessariamente sbandierarlo ai  quattro venti.&lt;br /&gt;Personalmente non me ne vergogno più. Odio tante cose. Odio qualche persona. Ne amo pochissime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odio il reggaeton,&lt;br /&gt;chi sputa&lt;br /&gt;le bugie&lt;br /&gt;la violenza fisica&lt;br /&gt;odio gli esibizionisti&lt;br /&gt;odio gli arroganti&lt;br /&gt;e i ritardatari&lt;br /&gt;odio i capperi, le olive, le acciughe, i ceci&lt;br /&gt;odio Dawson's Creek&lt;br /&gt;odio la Versilia&lt;br /&gt;le banalità,&lt;br /&gt;odio i sotuttoìo,&lt;br /&gt;i film horror e il sangue gratuito&lt;br /&gt;odio la mia città,&lt;br /&gt;odio la Play Station&lt;br /&gt;odio la Red Bull e il Negroni&lt;br /&gt;odio i ciclisti della domenica mattina&lt;br /&gt;odio gli sfondi e le suonerie Jamba&lt;br /&gt;i furbetti e i superficiali,&lt;br /&gt;odio gli stupidi, più che gli stronzi&lt;br /&gt;odio i manga e gli anime&lt;br /&gt;odio le fiction italiane e quelle tedesche doppiate (“Ti amo tantissimo GUNTER, ti prego non lasciarmi per KORINNE” come suona male), Media Shopping,&lt;br /&gt;rete4 e i suoi colori sciapi&lt;br /&gt;odio i Gemelli Diversi&lt;br /&gt;gli Zero Assoluto&lt;br /&gt;Luca Di Risio&lt;br /&gt;Tiziano Ferro, Avril Lavigne,&lt;br /&gt;chi vuole fare la stylist, la cool-hunter, la copy, l'art director, l'account,&lt;br /&gt;odio le smancerie,&lt;br /&gt;le manfrine tra amiche,&lt;br /&gt;i soprannomi stucchevoli,&lt;br /&gt;odio essere sottovalutata, trattata con sufficienza. Preferisco un'offesa ad un sorriso di circostanza.&lt;br /&gt;Odio i finti trasandati, i falsi poveri, i bobos,&lt;br /&gt;lo speedo bianco, i jeans elasticizzati, il dolcevita di lana che pizzica,&lt;br /&gt;odio la senape, Luca Giurato, Daniela di Uomini e Donne,&lt;br /&gt;odio chiedere soldi, anche quando mi spettano&lt;br /&gt;odio la guerra, l’irrazionalità,&lt;br /&gt;le soap sudamericane,&lt;br /&gt;odio la maleducazione, la volgarità gratuita, i capricci.&lt;br /&gt;Odio le battute facili,&lt;br /&gt;odio gli inglesismi inutili (soprattutto il KNOW HOW),&lt;br /&gt;odio il romanticismo e la lurida galanteria da 4 soldi.&lt;br /&gt;Ma potrei continuare per pagine e pagine eh. E, se siete sinceri, anche voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-1349829053414999971?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/1349829053414999971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=1349829053414999971' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1349829053414999971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1349829053414999971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/lo-ammetto.html' title='LO AMMETTO'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-1438133357953878157</id><published>2009-08-22T02:48:00.005+02:00</published><updated>2009-08-22T03:07:28.492+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terribilmente autoreferenziali'/><title type='text'>Parliamo di amore (era nato come un post divertente ma..)..</title><content type='html'>Argomento ostico, anzi, che dico, osticissimo.&lt;br /&gt;Chi mi conosce bene, ma anche molto meno, sa per certo che l'amore è sempre stato un mio grande taboo, più del sesso orale (argomento a cui dedicherò un post apposito tra qualche anno credo).&lt;br /&gt;Vorrei affrontare la questione senza cadere nella retorica Sexandthecityiana che vede l'amore come un imperativo categorico da inseguire per tutta la vita costi quel che costi.&lt;br /&gt;Non mi sento ancora in grado di darne una definizione. E può darsi che non ci riesca mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin da quando ero piccola ho considerato l’amore come una cosa da femminucce. Forse il fatto che alle elementari ero l’unica femmina della mia classe che restava a pranzo alla mensa partecipando ai campionati del mondo di lancio di caccole e purée non ha fatto di me un facile obiettivo di attenzioni romantiche.&lt;br /&gt;Nonostante io non abbia fatto altro che mimetizzarmi tra i maschi sfoggiando look da uomo sciatto (in inverno pantaloni di velluto a coste, camicia e gilet o tuta di acetato e pantaloncini e magliette oversize ereditate dalla Francesca per l'estate) e intrattenendomi in tipici passatempi maschili (uccidere formiche, mangiare pinoli, sdrumarmi le ginocchia nel cortile di catrame) non sono riuscita ad esorcizzare il momento in cui avrei fatto i conti con l’altro sesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa circostanza si presentò il primo giorno delle medie. Al Convitto Cicognini eravamo costretti ad indossare il grembiule (anzi il grembio) nero, in nome di una fantomatica eguaglianza sociale. La nonna Elsa mi preparò per quel giorno un colletto bianco ricamato e stirato a puntino che sprizzava femminilità da tutti i pori. La mia copertura era a rischio, anzi, era totalmente saltata. Era come scontare improvvisamente i 5 anni passati a camuffarmi. Era l’onta. Il cappello da asino. Il colletto coi merletti mi imbarazzava tremendamente. E a rincarare la dose, la nonna mi appioppò un grembiule abbottonato dietro. Impossibile liberarsene senza fare gesti inconsulti.&lt;br /&gt;Fu l’inizio della fine. Come il peggior sortilegio, appena varcata la soglia della prima B mi fu chiesto se fossi di Tizio o di Caio. Una zaffata di calore mi investì il viso e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l’unica risposta che riuscii a dare fu un timido “ma vai in culo” strozzato dal colletto e dalla vergogna&lt;/span&gt;. Quello stesso anno un altro compagnuccio decise di onorarmi con una letterina di S.Valentino che prontamente accartocciai e nascosi sotto il banco, sempre in preda al solito cocktail di rabbia e imbarazzo. Ma come si permetteva!? I tre anni al convitto li passai a svicolare dai discorsi amorosi, a inorridire ai commenti sessualmente espliciti di alcuni miei compagni in piena tempesta ormonale e soprattutto a evitare il supplizio, la quintessenza del ridicolo, l’apoteosi dell’imbarazzo: il gioco della bottiglia. Non mi prestai neanche in gita. Fedele alla linea.&lt;br /&gt;Non mi interessava nessuno, non mi piaceva nessuno e di conseguenza non avrei baciato nessuno, manco sulla guancia.&lt;br /&gt;Poi avvenne qualcosa, dopo l’esame di terza media. Era un’estate afosa. La prospettiva di un’estate senza compiti fece vacillare la mia corazza di titanio e mi concessi una manche del gioco della perdizione “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gioco ma io la lingua non la metto&lt;/span&gt;!”. Era comunque un passo avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al liceo non posso dire che la situazione sia migliorata in modo sostanziale.&lt;br /&gt;Per tutto il primo anno mi limitai a constatare che alcuni maschi non erano poi così male. In particolare uno, di quinta. Riccioli e occhiali. Era un nerd antesignano, non sapeva che 10 anni dopo il suo stile avrebbe subito un’impennata. Mi piaceva perché era di quinta. E perché non si sarebbe mai accorto di me. E ciò semplicemente perché io non avrei mai e poi mai fatto niente perché accadesse il contrario. Una fittonata perfetta, che non prevedeva né soddisfazioni né delusioni. Abitavamo su due pianeti paralleli. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nessuna implicazione né emotiva né tantomeno fisica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seconda invece feci il grande passo. Accettai di uscire con un ragazzo di terza con delle spalle larghissime, i capelli neri e gli occhi castani. Un tipo normale. Ci conoscemmo alle gare di atletica della scuola. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io vincevo sempre, e i vincenti piacciono&lt;/span&gt;. Lui giocava a basket ed era molto antipatico. Non so perché scelsi proprio lui. Uscimmo una volta. Pioveva che Dio la mandava. Io, che ho sempre considerato l’ombrello un oggetto insopportabile, esteticamente fastidioso e socialmente di intralcio (un ombrello a testa separa, un ombrello in due costringe) lo aspettavo sotto il diluvio universale. Lui si presentò con l’ombrello più grande di Eurasia e un paio di scarponcini da pioggia. “Input: sfigato. Output: liberarsene al più presto” mi dissi. Facemmo un giro del centro storico e lo piantai dopo 800 metri. Prima di andarmene mi strappò un bacio che feci durare un nanosecondo in apnea, prima di scappare a gambe levate. Accadde vicino al negozio del mio zio. Passai una nottata schifata e in paranoia. Sicuramente qualcuno mi aveva visto. Mi dissi che il gioco non valeva la candela, il disagio non valeva la persona. Alzai il telefono e gli comunicai che la nostra storia era finita. Durò circa 24 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu l’inizio della fine. Lo spucinìo. Iniziai a mietere vittime senza pietà. La mia amica Laura tremava ogni volta che le comunicavo che mi piaceva qualcuno. “ No Viola, non è vero. Tra 3 giorni ti farà schifo”. “Lau, ti giuro, questo mi piace..” e come sempre la profezia della Laura si manifestava in tutto la sua potenza distruttiva. Iniziammo a tenere il conto. Arrivammo al punto che decisi che forse era meglio prendersi una vacanza dal sesso maschile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivò la fase grunge depressiva. Ero troppo intenta a crogiolarmi nei miei tormenti esistenziali per preoccuparmi della mia vita sentimentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passata quella fase cominciai a frequentare un ragazzo che per mesi e mesi aspettò i miei comodi senza farmi pressioni. Ci guadagnò di innamorarsi e di soffrire come un cane per i miei continui voltafaccia. Oggi mi piaceva, domani non mi piaceva più. Ma fu la prima volta che sentii l’espressione TI AMO. Andai totalmente in tilt. E ricominciai la mia marcia inesorabile sui cadaveri di poveri ragazzi che ai miei occhi diventavano donnicciole.&lt;br /&gt;Iniziai a dimostrare però una certa sensibilità. Durante la nostra prima uscita già facevo loro una panoramica di ciò che sarebbe stato: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;guarda, non ti affezionare. Oggi ci sono, domani non ci sono più&lt;/span&gt;. “è perché non hai trovato quello giusto” mi ripetevano le mie amiche. Era diventato un mantra. Il mio alibi. Non erano giusti. Nessuno era giusto. Stetti da sola per mesi, anni. In compenso mi divertivo come una matta e tiravo un sospiro di sollievo quando sentivo qualche amica in piena crisi amorosa. Erano problemi che non mi toccavano. La consideravo una forza. Non dipendere da nessuno, anche stavolta né fisicamente né tantomeno emotivamente.&lt;br /&gt;Fu in quel periodo che una delle mie migliori amiche lasciò il suo storico fidanzato dopo una storia di 5 anni. A distanza mi sento un po’ in colpa per quanto so che non fui certo totalmente responsabile. Ma le decantai la spensieratezza della singletudine a tal punto che mentre mi ascoltavo mi beavo della forza delle mie argomentazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi l’università, la nuova vita a Siena. Divertimento puro, senza alcuna ambiguità o promiscuità. Avevo imparato a essere felice. Non ero più un panzer. Avevo il mio equilibrio, la mia camerina, i miei amici. Un ragazzo, magari quello giusto, sarebbe stato la ciliegina sulla torta. A Siena ebbi solo un ragazzo, che incontrai pochi mesi prima di partire per l’erasmus. “Il momento meno adatto per instaurare relazioni sentimentali” diranno i miei fedeli lettori. Non necessariamente, aggiungerei io. La cosa funzionò. Perché io non ero più un carro armato. Non avevo più niente da cui scappare. Vivevo la mia vita alla grande. Studentessa erasmus a Parigi, poi fuorisede a Siena. Nessuna preoccupazione. Un periodo decisamente spensierato che durò giusto il tempo di farmi prendere da un nuovo raptus. Quello di partire di nuovo. Per l’America stavolta. Col senno di poi devo dire che non fu un gesto delicato. Feci domanda per la borsa di studio senza neanche interpellarlo perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;in cuor mio sapevo che un suo parere non avrebbe avuto effetti sulla mia decisione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C’era qualcosa di mistico in questo viaggio. Come per molti il pellegrinaggio spirituale in India, il periodo Newyorkese si prospettava foriero di grosse rivoluzioni. E così fu.&lt;br /&gt;Sorvolando sulla sensazione di casa che provai appena atterrata a JFK, e alla totale libertà ed entusiasmo con cui trascorsi quel semestre, La Grande Mela mi fece un altro di regalo: l’Amore.&lt;br /&gt;Ok, ogni mio tentativo di non cadere nel trappolone Sex and the City va a farsi fottere, ma è andata proprio così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre io non avevo grossi pregiudizi nei suoi confronti, lui non mi poteva sopportare. Rumorosa, molesta. Sempre a gesticolare. Sparasentenze ed egocentrica. Così mi vedeva, e di conseguenza mi evitava come la peste. Se organizzava qualche serata tra amici, certo non mi invitava.&lt;br /&gt;Io di tutta risposta iniziai semplicemente ad ignorarlo. Non era simpatico. Non parlava, o meglio, non MI parlava. Aveva sempre quell’espressione infastidita e gelida. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Troppo svedese&lt;/span&gt;. Poi, come un fulmine a ciel sereno, a poche settimane dalla fine (ovviamente) cambiò radicalmente idea e me lo comunicò senza tanti fronzoli, alzando la testa dal libro. E senza manco darmi il tempo di replicare rificcò la testa tra le pagine. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Troppo svedese&lt;/span&gt;. Per una settimana buona mi imposi di resettare quella serata. Imbarazzante. Spiazzante. Io odio provare spiazzamento e imbarazzo. Si comincia già male. Poi mi dico, ma chi se ne frega. Proviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sotto gli occhi stupiti delle mie amiche storiche ha avuto inizio la metamorfosi. Non che mi sia trasformata in una squinzia sentimentale e stucchevole eh, non esageriamo. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La parola chiave è “progettualità”&lt;/span&gt;. Non servono grosse dimostrazioni e gesti eclatanti. Ne ho fatti a volte in passato e tutti si sono poi rivelati basati sul.. Niente assoluto, la fuffa dell’esteta.&lt;br /&gt;Qui si tratta di non inorridire al pensiero di fare programmi. Anche a lungo termine. Condividere, camminare insieme. Tanta tanta roba. Questo è amore.&lt;br /&gt;Ok, la passione. Ok l’infatuazione. Ma non si vive di soli amplessi fisici ed emotivi. Io parto dal presupposto di voler stare bene. Qualcuno dice che le donne sono attratte dagli stronzi. Errore, grossa baggianata. Gli stronzi mi attraggono sì, se un raptus di schiaffi conta come approccio amoroso. No grazie. Carrie prende le musate in faccia da Big ogni 3 puntate e si bea dei propri tormenti scrivendo una colonna sul Daily Star. Io sinceramente la trovo l’apoteosi del masochismo e, no grazie, non fa per me. Io ho trovato qualcuno con cui stare BENE. Essere 100% se stessi, e farlo insieme. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amore è condivisione. Di tutto. Fisicamente e emotivamente. Finalmente.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-1438133357953878157?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/1438133357953878157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=1438133357953878157' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1438133357953878157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/1438133357953878157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/parliamo-di-amore-era-nato-come-un-post.html' title='Parliamo di amore (era nato come un post divertente ma..)..'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-7360420433637586695</id><published>2009-08-18T20:30:00.000+02:00</published><updated>2009-08-18T20:30:00.032+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diari e tentati diari'/><title type='text'>VENTATA</title><content type='html'>.. di propositività.&lt;br /&gt;Siccome ho ritrovato diverse cazzate scritte durante i miei 6 mesi americani, ho deciso di postarle.&lt;br /&gt;Come alcuni sanno ho pensato che il mio blog si meriti un'altra chance.&lt;br /&gt;La verità è che mi sono accorta che sarebbe arrivato il momento di rimettersi a studiare per l'ultimo esame e qui le contro argomentazioni si sprecano.&lt;br /&gt;"No, devo risistemare il blog; l'esame di psicologia sociale può aspettare", mi sono detta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, non sono tornata a NY. Quello che leggerete (se avrete voglia) è la versione blogghifera dei trafiletti che ho scritto dagli USA per la rubrica "Diari di Ventenni" di ANNA. Alcuni sono stati pubblicati, altri no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disclaimer:&lt;br /&gt;il mio criterio di scrittura non è "puntare alla genialità" ma scrivere cosa e come mi pare.&lt;br /&gt;I diari o tentati diari li riconoscete perché ci appiccico l'etichetta omonima..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-7360420433637586695?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/7360420433637586695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=7360420433637586695' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/7360420433637586695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/7360420433637586695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/ventata.html' title='VENTATA'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-7826778338868703457</id><published>2009-08-18T19:40:00.000+02:00</published><updated>2009-08-18T19:41:41.779+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diari e tentati diari'/><title type='text'>David helfgott, il topolino che diventò un leone</title><content type='html'>“Sorridi sempre! Divertiti!” è la prima frase che David Helfgott, il pianista geniale a cui si ispira Shine, film del 1996 per la regia di Scott Hicks, mi rivolge appena sceso dal taxi di fronte al Blue Note di New York, accompagnato dalla moglie Gillian e dal manager Mirko Zeppellini.&lt;br /&gt;    Appena ci incontriamo mi stringe in un abbraccio sincero, vigoroso. Vorrei fargli una domanda che mi assilla da una settimana ma non trovo il coraggio. Saluta i passanti, abbraccia e bacia chiunque gli si pari davanti. Sorride, parla velocissimo. Mi prende per mano ed entriamo insieme nel locale. Stesso rito di baci e abbracci per il personale, che si ritrae sconvolto dall’improvvisa folata di affetto che ha appena fatto irruzione dello storico jazz club. E’ un modo per trasmettere la sua gioia di vivere, il suo desiderio di far sentire gli altri importanti “Non annoiarli mai, non annoiarli mai, ricordati, devi stare all’erta” mi ripete quasi compulsivamente sempre abbracciandomi. Colgo una vena di dolore nelle sue parole. “Ma esiste qualcosa al mondo che riesce a renderti triste?” “Sii sempre felice, sempre felice, cosi’ avrai sempre ricordi felici”.&lt;br /&gt;    David Helfgott oltre ad essere un pianista eccelso è la personificazione dell’innocenza e della semplicità. “Nella vita sono un topo, quando suono il piano sono un leone all’attacco”. E’ come se il suo sistema nervoso assorbisse forza dai tasti bianchi e neri. Ogni fibra del suo corpo è legato a doppio filo con i tasti. Quando esegue la Sonata in B Minor di Franz Liszt o il Concerto numero 2 di Sergej Rachmaninov, il compositore che con il suo famoso Concerto numero 3 segnò l’inizio del famoso e triste crollo di Helfgott,  lo fa con tutto il corpo e l’anima e il risultato è emozionante.&lt;br /&gt;    Gracile nella sua camicia vietnamita di seta rosso fuoco si china sulla tastiera, parla con il pianoforte, come se fosse vivo, si contorce, sorride, si alza mentre suona, poi si risiede e guarda entusiasta il pubblico delle prime file.&lt;br /&gt;    Gillian, la moglie ex astrologa, nel suo abito blu ricamato d’argento, col rossetto fucsia e gli orecchini di perle, mi mormora “David è gioia allo stato puro. L’unica cosa che lo fa soffrire e’ sapere che ci sono persone infelici al mondo”. Lo guarda da sotto il palco. Lo rimprovera se indugia troppo in strette di mano e in pacche sulla testa degli spettatori. E’ la parte razionale della coppia. Una volta resasi conto che durante il concerto verrà servita la cena, mi confida che spera che David non se ne accorga. Riporterebbe la sua mente indietro a quel periodo doloroso in cui suonava in un ristorante in cui tutti lo denigravano. “Speriamo che i giornalisti americani non facciano allusioni. David si merita di essere almeno un po’ felice”. Una grande donna accanto (e non dietro) a un grande artista dal passato sfortunato.&lt;br /&gt;    “Che donna stupenda è Gillian” sussurro a David tra il primo e il secondo tempo “E’ bellissima, non trovi? Io amo il piano, Gillian e… Nuotare”. Prendo coraggio. “David, suoneresti Il Volo del Calabrone per me?”. Cala il silenzio. Gillian sale sul palco per annunciare che l’ultimo atto del grande spettacolo sta per iniziare. “Suono l’ape, darling!” esclama lui rivolgendosi alla moglie che non è una grande amante delle improvvisazioni e dei cambi di programmi soprattutto di fronte ad una falange di critici americani.&lt;br /&gt;    Dopo una standing ovation infinita e cori da stadio, il pubblico lascia il locale.&lt;br /&gt;    Instancabile, David suona La Campanella di Frantz Liszt per i camerieri che spazzano e puliscono i tavoli. Un terzo atto in piena regola. L’abilità di David Helfgott di emozionare tutti, esperti e neofiti, è la sua forza, la sua unicità.&lt;br /&gt;    P.S&lt;br /&gt;Alla fine David ha suonato “l’ape” per me. Un’emozione che nessuna sorpresa di nessun fidanzato potrebbe mai suscitare. Cosa posso chiedere di più?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-7826778338868703457?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/7826778338868703457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=7826778338868703457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/7826778338868703457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/7826778338868703457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/david-helfgott-il-topolino-che-divento.html' title='David helfgott, il topolino che diventò un leone'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-129703274739857904</id><published>2009-08-18T19:35:00.002+02:00</published><updated>2009-08-18T19:39:14.350+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diari e tentati diari'/><title type='text'>WHALEWATCHING in Massachussets</title><content type='html'>Desiderosa di evadere dal caos newyorkese salgo in solitaria sul primo pullman per il Massachussets. La mia meta è la ridente Newburyport, una cittadina sull’oceano famosa per i consueti avvistamenti di balene. Navighiamo per ore senza che nemmeno una triglia si degni di affiorare in superficie. Ma mentre giocherello rassegnata con un pezzo di fanone rinsecchito mi invade un’emozione incontenibile. 24 ore fa ero in preda all’agorafobia galoppante che solo Times Square può provocare. Ora mi trovo nel bel mezzo dell’oceano sulla “Prince of Whales” (agghiacciante gioco di parole),circondata da un gruppo di cetacei enormi che ci schizzano con il loro tipico spruzzo “da balena”. Ho un’espressione resa inebetita dal vento appiccicoso e da questa natura così perfetta. L’otturatore della mia digitale smette di funzionare proprio sul momento clou e mi costringe a catturare quelle immagini con tutti i miei 5 sensi. Completamente frastornata faccio ritorno nella caotica New York. E quando il pullman mi lascia a Times Square chiudo gli occhi e vedo il mare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-129703274739857904?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/129703274739857904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=129703274739857904' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/129703274739857904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/129703274739857904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/whalewatching-in-massachussets.html' title='WHALEWATCHING in Massachussets'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-6090762708875208566</id><published>2009-08-18T19:34:00.001+02:00</published><updated>2009-08-18T19:34:46.685+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diari e tentati diari'/><title type='text'>Fun in Fire Island</title><content type='html'>Per settimane il mio coinquilino non ha fatto altro che parlarmi della fantomatica Fire Island, un’isoletta raggiungibile in sole due ore da New York. Radunati un po’ di amici decidiamo di toccare con mano. Ci troviamo catapultati in dimensione parallela. E’ un’isola stretta e lunga, senza strade. Gli unici due paesini, Cherry Grove e Pines, sono collegati da un water-taxy e da una passerella di legno che si snoda tra i bungalow e i ristorantini di pesce. Un’immensa bandiera arcobaleno ci dà il benvenuto sull’ “Isola Gay dove tutto è permesso”. Centinaia di uomini muscolosi a torso nudo sorseggiano drink a piedi scalzi scatenandosi al ritmo debosciato dell’ultimo pezzo di Bob Sinclair. La spiaggia è immensa. L’acqua pulitissima. Pare impossibile che New York sia a due passi da qui. Surreale, soprattutto quando Peter lo scandinavo mi grida di aver visto una renna e un grosso volatile bianco. “Basta alcol!!” gli urlo. Con mio grande stupore mi rendo conto che il povero svedese non è ubriaco. L’isola è abitata da cervi e cigni. Ora datemi una buona ragione per non trasferirmi in questo paese!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-6090762708875208566?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/6090762708875208566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=6090762708875208566' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/6090762708875208566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/6090762708875208566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/fun-in-fire-island.html' title='Fun in Fire Island'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-5893780969187853905</id><published>2009-08-18T20:00:00.000+02:00</published><updated>2009-08-18T19:33:47.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diari e tentati diari'/><title type='text'>Cultural shock</title><content type='html'>Bentornata a casa Viola. Ho salutato New York e sono tornata in patria. Lo shock del rientro è più traumatico del previsto. Al controllo passaporti non vengo degnata di uno sguardo dal poliziotto di turno che è troppo intento a cercare di attirare l’attenzione di Riccardo Cocciante “Ah Maestro, com’è che da me non passa mai nessun personaggio famoso?!”. Alla stazione di Fiumicino rischio l’asfissia grazie ai tabagisti selvaggi che ignorano il fatto che siamo al chiuso. Mi imbarco in un viaggio della speranza sul diretto per Termini. 40 minuti a passo d’uomo e Eurostar per Firenze quasi perso. “Io non sono razzista però devi capire che non stai a casa tua. Abbassate la voce che sto cercando di dormire!”. Un distinto signore inveisce contro una signora africana con due bambini un po’ vivaci, dandole il consueto del tu. Bentornata a casa. Improvviso un abbozzo di training autogeno cercando di convincermi che sia tutto un sogno. Spero di svegliarmi nella puzzolente ma puntuale e democratica metropolitana newyorkese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-5893780969187853905?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/5893780969187853905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=5893780969187853905' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5893780969187853905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5893780969187853905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/cultural-shock.html' title='Cultural shock'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-8022107779441875406</id><published>2009-08-18T19:29:00.000+02:00</published><updated>2009-08-18T19:30:20.729+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diari e tentati diari'/><title type='text'>SISTA NEW YORK</title><content type='html'>New York è una grande, elegante, eccentrica, lunatica donna. Ha in sé mille personalità. Quando ti sembra di conoscerla ecco che ti sorprende improvvisamente con uno scorcio mozzafiato, un temporale improvviso, una giornata di afa rovente o un arcobaleno riflesso su un grattacielo. E’ meteorologicamente fuori di testa. Dopo una giornata asfissiante a Long Beach sotto un sole inesorabile e incandescente, ecco la tempesta. 98 gradi Farenheit, quasi 40 dei nostri.  La città è avvolta in una nebulosa di afa, pioggia, fulmini e saette. Esattamente come noi sembra non sappia decidere se essere arrabbiata o rilassata. Dopo l’ennesima volta che mi ritrovo senza ombrello nel bel mezzo del diluvio universale decido di applicare la mia profonda conoscenza del genere femminile. Accogliere un acquazzone in bikini e infradito, fingendo di non essere infastiditi, anzi, di goderselo come manna dal cielo fa sì che inaspettatamente passi l’uragano e torni a splendere il sole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-8022107779441875406?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/8022107779441875406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=8022107779441875406' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/8022107779441875406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/8022107779441875406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/sista-new-york.html' title='SISTA NEW YORK'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18902091.post-5575536097307731964</id><published>2009-08-18T19:28:00.001+02:00</published><updated>2009-08-18T19:28:30.588+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diari e tentati diari'/><title type='text'>And the winner is</title><content type='html'>In questo paese esistono concorsi per ogni cosa. La maglietta più creativa, l’sms più fantasioso, la foto più ridicola, l’acquisto più esoso.. Addirittura esiste una lotteria che mette in palio le famigerate Green Card, i tanto ambiti (anche dalla sottoscritta) permessi di lavoro e di residenza. Nonostante ciò, ho sempre considerato i concorsi strumenti per incrementare le vendite o la visibilità di una marca, finché non mi sono resa conto in prima persona che negli USA il miglior modo per tirare fuori il meglio dalle persone è allettarle con la prospettiva di un cadeau. Anche all’università. E così, con espressione visibilmente perplessa, mi sono aggiudicata un dvd vincendo il quiz sul genocidio in Ruanda, un portachiavi vincendo quello sullo sterminio degli aborigeni australiani, un pacco di caramelle associato al conflitto Israele-Palestina e una penna quattro-colori vincendo il “trova l’intruso” tra Bismark, Hitler, Hindenburg e Mark Spitz. Ma non me la sono sentita di accettare l’orsetto di pezza vincendo il quiz sui bambini soldato in Uganda perché la perplessità ha lasciato il posto all’amarezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18902091-5575536097307731964?l=senzasoldisempre.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/feeds/5575536097307731964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18902091&amp;postID=5575536097307731964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5575536097307731964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18902091/posts/default/5575536097307731964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/08/and-winner-is.html' title='And the winner is'/><author><name>vio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01664029037211411510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09211087680704916823'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>