8.9.07

Benigni@Stadio di Prato

Stupidamente o ingenuamente non avevamo considerato l'eventualità che posto prato volesse dire "seduti sull'erba fradicia dello stadio del Prato Calcio". Eccoci quindi appollaiati sui giubbini stesi sul campo in stile stuoia, tutti intenti a fulminare con sguardi invidiosi chi sfoggia plaid trapuntati, sedie pieghevoli e cuscini gonfiabili (giuro).
Vabbè, chi se ne frega. Aspetto Roberto da più di 10 anni (dal mitico TuttoBenigni 95/96 @ Palasport di Firenze)..
9000 persone, 9000 pratesi doc e meno doc ascoltano in religioso silenzio il Quinto Canto dell'Inferno e si sganasciano dalle risate mentre Roberto ripropone gli aneddoti della sua Vergaio. Resteranno nella storia i dilemmi fisolofico-linguistici di Marione di Vergaio.
"Perché Dio ha avvantaggiato i pesci?! Il diluvio universale non ha eliminato i pesci perché sanno nuotare....!"
"un caffè, du haffè, tre ccaffè, quattro haffè, cinque haffè... Perchè la C è aspirata una volta sì e una no? La ritorna solo a ventun caffè... Ma chi te li chiede ventun caffè?!"
E giù tutti a ridere a crepapelle. Come matti, fino alle lacrime e ai crampi allo stomaco.
Leggendaria l'uscita del Casaglieri, l'educatore sentimental-sessuale dei giovani vergaiesi, al cinema a luci rosse. Il film non è abbastanza pornografico e lui se ne esce con un "TROPPA TRAMA!!" rivolto al proiezionista.
Una gran ribollita di poesia, gag, satira e vernacolo (solo la platea pratese riesce a spillare a Benigni dei bei GARCETI, GARCIANA, S'ANDIEDE, SI SCONTRONNO e LA LA VORSE SCENDERE)..
Allora vediamo Sircana in via Firenze e Ponte Petrino, le olimpiadi in Via Pistoiese, Andreotti già nel Consiglio degli anziani ai tempi del debutto politico di Dante Alighieri.
E' la comicità dell'equivoco. Del paradosso.
Noi ci s'ha CINACITTA' al posto di Cinecittà. Noi s'è risolto la questione lavavetri sostituendo i semafori con le rotonde..
Roberto, sei grande.
P.S. Lo so, non è un granché come post ma non ho tempo e se aspetto di averlo... Mi passa la voglia di scrivere.
PPS. No Ester, non ho video.
PPPS.
CHI VIENE A CAPODANNO A NYC CON ME E LA FEDE? (Ve la ricordate?? La mia storica coinquilina dell'erasmus!!). Prenotando adesso si trovano voli a prezzi politici!!
DAI UN PO' DI INIZIATIVA!!!

6.9.07

Dottoressa Bottoni


Ecco il video che ho montato per la Viola di Orvieto...

CONGRATULAZIONI!!

5.9.07

flashback

A volte mi imbarco in dei flashback che mi inteneriscono in maniera del tutto inaspettata.
Penso alle prime canzoni che mi ha insegnato la mamma per evitare che durante i viaggi lunghi in macchina rompessi tutto il tempo a furia di ripetere "QUANDO S'ARRIVA? QUANTO MANCA? DOVE SIAMO??". Allora lei, dopo aver miseramente fallito col gioco del CONTA 2400 CARTELLI STRADALI E SIAMO ARRIVATI (anche la mente malata di una bambina di 5 anni ha un limite di sopportazione..), dava il LA per partire con una scarica di canzoni non proprio adatte alla mia allora tenera età:
  • BOCCA DI ROSA
  • LA GUERRA DI PIERO
  • VITTI 'NA CROZZA
  • LA STORIA DI MARINELLA
  • BELLA CIAO
Mi devo correggere. La canzone apripista era sempre e solo LEI: quel mazzolin di fiori che vien dalla montagna (che cantavamo per esorcizzare il mio costante mal d'auto sui tornanti abetonesi), seguita da TINTARELLA DI LUNA e GUARDA COME DONDOLO.
Mi ricordo di un pezzo di Mina che amavo in modo particolare. Non so il titolo ma diceva MA CHE BONTA' QUESTA ROBINA QUA! Mi buttavo via dalle risate, come ogni bambino di fronte a qualunque cosa alluda al mondo escrementizio.

Ricordo che quando era il turno di VITTI 'NA CROZZA pretendevo OGNI VOLTA la traduzione italiana. Mi piaceva il brivido di disgusto che mi procurava l'immagine dei vermi intenti a mangiare un cadavere.

Sentivo sulla faccia la neve sputata dal vento della GUERRA DI PIERO che poi cade a terra a coprire il suo sangue.

Mi elettrizzava il pensiero che BOCCA DI ROSA mettesse l'amore in ogni cosa.

La montagna del MAZZOLIN DI FIORI era una cartolina immaginaria. BADA BEN! Non era ogni volta uno diverso. Mi immaginavo sempre lo stesso scorcio di monti (in stile abetonese) con IL SUO MORETTO traditore che trotterellava di casa in casa (di letto in letto). E che, per qualche motivo, a un certo punto, nella mia giovane mente di bambina sulla strada del femminismo più incallito, MORIVA e veniva seppellito SOTTO L'OMBRA DI UN BEL FIOR.

Era tutto un mio mondo, che si materializzava e si dissolveva nell'arco di un viaggio nella nostra scarcassatissima Renault 4.

Era un mondo popolato da moretti, mazzolini, Pieri e marinelle. C'era la morte, c'era la luna, c'era la libertà e c'era un teschio su un cannone e CI VOSI SPIARI...