26.12.07

Tanto casino per niente

Come ogni anno, il mondo è stato in puro delirio in funzione di un misero giorno di 24 ore. Quel giorno è passato. Ma c'è ancora il 26, ma c'è ancora il 31, il primo dell'anno, la befana..
Quest'anno ne sono uscita più in salute del solito sia finanziariamente che gastricamente. Ho mangiato nella norma, ho speso ancora meno. Sono stata con i parenti, che stranamente sono stati meno casinosi del solito, ho coccolato la mia gatta Ginevra fino all'esasperazione, per la paura di non rivederla al mio ritorno (non so, è un'ossessione che ho da qualche mese. Non so né quanto "dura" un gatto, né quanti anni ha Ginevra quindi non so se devo iniziare ad aspettarmi il suo tramonto o meno..).
ECCO LE FOTO DEL MIO NATALE 2007


Ora però devo fermarmi un attimo e concentrarmi sulle cose importanti. Su questa nebulosa dai tratti indistinti che si avvicina ogni giorno di più: la partenza per La Grande Mela.

L'Aerlingus, la compagnia irlandese che mi sono scelta (e continuo a immaginarmi che col poco che l'ho pagata volerò in mezzo alla posta e alle galline..) mi permette di portare 2 valigie da 16 kg. Mi va abbastanza bene visto che ho intenzione di sfruttare il dollaro debole e comprare l'impossibile là.
Non sono i bagagli che mi preoccupano, chi se ne frega alla fine. E' i faldone di documenti fondamentali per il mio soggiorno/studio che mi preoccupa. Non posso permettermi di dimenticare niente, pena l'espulsione dagli USA.
  1. PASSAPORTO (con Visto evidentemente)

  2. BIGLIETTO AEREO

  3. VOUCHER OSTELLO

  4. VOUCHER RESIDENZA

  5. LETTERA PER L'UNIVERSITA'

  6. POLIZZA ASSICURATIVA

  7. LETTERE DI PRESENTAZIONE

  8. CERTIFICATO MEDICO PER TRASPORTARE ADRENALINA (non quella che ho in circolo 24 su 24, quella per eventuali shock anafilattici)...

Il dramma è che ogni notte sogno di essere alla fontiera e rendermi conto di aver dimenticato qualcosa. Ecco perché sto digitalizzando e salvando ossessivamente su una pendrive ogni documento in mio possesso. Una pendrive che varrà come un trilogy..

24.12.07

DREAMING OF A BALD CHRISTMAS

Oltre alla già citata cerimonia dell'acquisto dei doni, oggi per la prima volta ho partecipato ad un altro rito collettivo: il parrucchiere della vigilia.
Non ho mai visto il salone di Roberto Russillo, il mio coiffeur, così pieno.

Lui forse non sa di essere il mio parrucchiere visto che mi vede 1 volta all'anno. E probabilmente non si aspetta che si tratti dell'UNICA volta all'anno in cui mi taglio i capelli.

Comunque, oggi nonostante avessi l'appuntamento alle 10 e mezza, mi sono seduta al lavaggio circa un'ora dopo. Vado raramente dal parrucchiere e quelle poche volte che ci vado seguo la regola "dell'insegna". Cioè: se sull'insegna c'è scritto PARRUCCHIERA VALENTINA, allora sarà Valentina a occuparsi di me, non Samantha la shampista o Jessica, la sorella dell'amica della shampista. Il fatto che un acconciatore abbia il nome sull'insegna (ergo la licenza, ergo la passione per il mestiere, ergo l'esperienza) mi fa presupporre che sia il migliore della baracca.

MA oggi c'era talmente tanta folla che ho acconsentito ad affidare la mia folta chioma afro a una giovane leva. Calcolando che fior fior di parrucchieri esperti e diplomati hanno versato lacrime e sangue per domare i miei capelli, ho accolto con uno sguardo compassionevole e paternalistico la malcapitata. Ho cercato di darle qualche consiglio su come evitare di strapparmi 2 milioni di capelli e di interrompere il supplizio a metà a causa dei crampi alle braccia che l'avrebbero colta di lì a poco:

" Eh, no, non mi cadere sui fondamentali. Come ti viene in mente di lavare via il balsamo senza prima disricarmi i capelli??". Entrambe abbiamo pagato il suo errore a caro prezzo (vedi crampi, vedi dolore).

Insomma, chi può accusarmi quest'anno di non essermi vissuta il natale fino in fondo?
P.S
LA VOGLIA DI TAGLIARE A ZERO INCALZA

22.12.07

Mi ero ripromessa...

... che per questo natale avrei fatto a meno dei regali (donati e ricevuti).
Quest'anno sento il natale meno di sempre, se possibile. Tanto che ho rimandato all'infinito il rito esoterico dell'acquisto dei regali.
Le ho provate tutte, per addolcire la pillola dell'odiata liturgia: iniziare a comprarli a maggio, per diluirsi lo stress; comprarli il 24, per affrontare la mia intolleranza al traffico e alle masse in movimento; comprarli tutti nello stesso negozio, spacciando il gesto per un "Natale a tema"; comprarli su richiesta, per evitare lo sbattimento..
Calcolando che il budget unitario per l'acquisto dei doni è in media di 8/10 euro (quando va bene), non posso neanche giocare la carta dell'"eccoti un buono, comprati quello che ti pare". Sarebbe piuttosto squallido, anche per me.
Quest'anno mi sono ridotta al 21 dicembre. Dopo 23 anni di lacrime da traffico pre-natalizio, ho messo in atto la strategia dell'acquisto intelligente. Mentre durante l'anno, per evitare le file basta viaggiare mentre gli altri pranzano o cenano, a Natale questa regola non vale: la famiglia media rinuncia ai propri ritmi normali, non mangia, non dorme, vive in funzione dello shopping.


Il mio metodo consiste nel recarsi presso i negozi mentre il resto del mondo ha appena finito lo shopping. Ergo= all'Ikea si va alle 20. Visto che gli ottusi italiani continuano a ignorare gli orari rivoluzionari del gigante svedese (9/22), mi aggiro per i corridoi del grande magazzino completamente sola. Alla cassa c'è il silenzio più totale. Non voglio neanche immaginare in quante lingue avrei imprecato se fossi arrivata un paio d'ore prima.
Ai Gigli si va alle 21. Qui di gente ce n'è ancora in gran quantità, ma è niente rispetto al pomeriggio e il parcheggio è assicurato.
Oggi pomeriggio l'unica nota dolente è stata l'ingorgo diretto verso i negozi del centro storico. Se non avessi dovuto accompagnare Damiano da quelle parti mi sarei risparmiata una dozzina di ditini medi alzati. Sembra un'imponente, infinita, schizofrenica marcia funebre. Tutti rinchiusi nelle nostre scatolette urlando e strombazzando come ossessi..
Quest'anno me la sono cavata con una 70 ina d'euro TUTTO COMPRESO e mi c'è scappato anche un regalino per me e per la mia gatta Ginevra.
Posso ritenermi fortunata perché non avrò nessun motivo per uscire di casa fino al 26 dicembre. E son soddisfazioni...

19.12.07

After Christmas Party

ANGOLO DI PROMOZIONE MONDANAPER SMALTIRE LA MANGIATE NATALIZIE
in via Ferrero 112, Strada in Chianti (FI)

9.12.07

Umana troppo umana

.. Nel senso che dubito che si ripeterà, o forse chissà.
Per la prima volta nella mia vita ho pianto guardando un film. Appena l'ho detto alla mia amica Kekka, lei mi ha risposto con un eloquente "Ah, allora sei umana..".
Ora, le cose sono due.
  1. Ciò che ho visto è così oggettivamente commovente che nessuno al mondo avrebbe potuto trattenere le lacrime.
  2. Sono in una fase di transizione, anzi, di DISGELO dalla mia proverbiale austerità e dalla mia quasi totale impermeabilità ai sentimenti conturbanti (e questa è l'ipotesi più probabile).

In questo pomeriggio di temporale in quel di Siena ho deciso di guardarmi un dvd in camera. La mia coinquilina Elena mi ha prestato il dvd di Brokeback Mountain. Tutti sanno a grandi linee di cosa parla, anche io lo sapevo. Ma vederlo è stato tutta un'altra cosa.

Credo che si tratti di una delle storie d'amore più coinvolgenti, appassionate e appassionanti della storia del (mio) cinema, limitatamente alle mie conoscenze filmiche, s'intende.

Credo che la chiave sia vederlo in lingua originale. Parlano un americano stretto, montanaro, rude, che cozza con la dolcezza dei protagonisti, dei gesti, della storia in sé. Una vera storia d'amore, la più bella che io abbia mai visto. E ho pianto, quanto ho pianto.

ALLORA SONO UMANA

5.12.07

Altro flashback..

... In riferimento al vecchio post sulle canzoni da viaggi in macchina con la mamma, mi pare doveroso fare un piccolo salto indietro STRA-INDIETRO nel tempo, quando ancora mi capitava di girare in macchina col babbo Victor.
Devo dire che, rispetto alle canzoni italiane da sessantottina o alla radio MW (non AM non FM) 65.7 che risuonava nella Renault 4 della mamma, il babbo ha sempre avuto un gran gusto in fatto di musica.
Tutte le mattine ci portava a scuola, rigorosamente in ritardo, rigorosamente imbottigliati nel traffico. Premettendo che Victor Afrifa faceva il dj nella Praga degli anni '70, non vi sorprenderà che in quel tragitto, mentre la macchina avanzava a passo d'uomo, quando andava bene, ci facesse ascoltare:
  • Sade, che si pronuncia SHADè che è una bellissima e bravissima cantante r&b, jazz e pop nigeriana che ha posto le basi del trip-hop,
  • Erykah Badu, la meravigliosa cantante neo soul, jazz e hip hop che ci faceva sognare con il disco (tutto) Roots,
  • Warren G, l'artista hip hop che mi ha insegnato l'inglese con la sua versione rap di "I shot the sheriff" di Bob Marley,
  • Puff Daddy and The Family col disco "No way out" (quello di "I'll be missing you" dedicata a Notorious BIG, per internderci), l'abbiamo consumato fino all'inverosimile,
  • quando siamo diventati grandi abbastanza per imporci, abbiamo costretto il babbo ad ascoltare gli Articolo31 col disco (anzi la musicassetta) "Così com è". Damiano era così piccolo.. Mi ricordo quando strillava UN ULLO PE ANTICOLO TLENTUNO! Il pezzo era "Un urlo per gli Articolo 31", la prima traccia, piena di parolacce (è grazie a questo disco che Dami ha imparato la frase "... E quando mangio merda non sempre caco zucchero.."..
  • l'allora neo cantante Will Smith e la sua "Man in black"
  • Mariah Carey col disco "Butterfly", traccia preferita, l'ambiguissima HONEY ("... Quando mi vuoi, basta che mi chiami, perché sei l'unico che mi fa correre, è come il miele, ho una dipendenza, che mi assale al pensiero di farne almeno un assaggio.."),
  • le Destiny's Child ai tempi di Bills Bills Bills,
  • Lauryn Hill e il suo meraviglioso "Miseducation of Lauryn Hill"... Stupendo, parla da sé..
  • Babyface.. Non ricordo neanche una canzone di questo cantante r&b. Mi ricordo solo la copertina dell'album...

Al momento non me ne viene in mente altri.. Fatto sta che tutti questi dischi sono impressi nella mia memoria e nel mio hard disk. Li farò sicuramente ascoltare ai miei.. Nipoti (da zia)..

Grazie babbo.. Ora che sto iniziando a vederti con gli occhi di una ragazza matura, forse amica.

4.12.07

Sgoccioli

Ci siamo.
Finalmente ho ricevuto il tanto agognato visto j1 per gli Stati Uniti.
Alle 8 e 30 spaccate ero in fila davanti al consolato insieme a cittadini di ogni parte del mondo.
Solita trafila al metaldetector (e solito spogliarello.. Perché mi ostino a mettere la cintura con la fibbia di metallo e i pantaloni troppo larghi? Tutte le volte che faccio sta trafila rischio di restare in mutande di fronte all'agente di turno).
Dopo aver scartabellato tutti i miei documenti ed aver preso le mie 10 impronte digitali, l'impiegata mi dice di aspettare: il console mi chiamerà per il colloquio.
Si presenta il vice-console (che dalla faccia potrebbe avere la mia età) a uno sportello e attraverso un altoparlantino gracchiante mi invita a parlare attraverso una cornetta che si trova dal mio lato del vetro. Inizia, davanti ad altri 20 richiedenti, a chiedermi informazioni più o meno riservate tipo: chi paga il mio soggiorno, quanti soldi mi dà l'università, quanto pago per l'alloggio.. In barba alla privacy. Hanno le mie impronte, sanno quanti soldi ho, sanno dove abito in Italia e in Usa, cosa vado a studiare, sanno quanto guadagna il babbo e quante volte va in bagno.
Ad ogni modo, ingoio il rospo e me ne vado forte del visto appena approvato (e vorrei ben vedere).
Adesso mi manca "solo" l'assicurazione sanitaria (altro salasso) e il trasloco dalla mia mansardina senese che al momento è letteralmente sottosopra.
Inizio già a sentire la mancanza di questa minuscola e per niente stimolante cittadina. Il suo essere a misura di bambino, sicura, pulita e maneggevole come un paesino di Lego. Con il suo nebbione mattutino in lontananza che SEMBRA MARE, il freddo immobile, il sole inaspettato che illumina i palazzi di mattoni come in una cartolina. Il suo essere così da secoli, protetta come un nido, linda e confortevole come un salotto.. Mi mancherà soprattutto il suo essere tutto qui, tra 4 mura. Così dipinta su uno sfondo di colline. Mi mancherà la sua serenità che a volte sfocia in tristezza.

Mi mancherà la mia seconda città...