31.1.08

CUCINA ALTERNATIVA

Un mio amico di lunga data e i suoi amici poco ortodossi non sanno che gli utensili da cucina si usano per CUCINARE appunto.

Stand up for Ste, cero, mirko, luca, ale, robert, cabesa, cugino, baloo, gek..

27.1.08

VAI OBAMA DIO BONOOOOOOOOO

24.1.08

Icone

Lo sapete, non sono una sentimentale, non sono una finta emotiva, non sono una ragazza drammatica.
Per quanto mi riguarda non se ne va un buon attore, un bel guascone, una stella di Hollywood.
se ne va l'unico attore che ha toccato il mio cuore fino a farmi piangere in silenzio. Diventerà un'icona. Se n'è andato, a poche fermate di metro da casa mia. Mi dispiace veramente tantissimo.

19.1.08

IL MOMA AKA The best museum on earth

17.1.08

Oh my god, I'm so pissed..

... Ovvero, ommioddio sono così incazzata.
Se avessi sempre impresso in mente che gli ostacoli sono il sale della crescita e dell'autorealizzazione affronterei la mia incazzatura con filosofia. MA, visto che tendo a vivermi i primi momenti di rabbia nel modo più drammatico possibile (sempre in modo civile, s'intende), non credo di essere ancora nella fase nirvana-ostacolougualecrescita.

Non posso per ovvie ragioni scendere nei particolari. Dirò soltanto che mi sono resa conto per l'ennesima volta che c'è solo una cosa che riesce veramente a farmi incazzare. Il tipo di incazzatura a cui mi riferisco è, per capirsi, quella che ti fa bruciare dentro, una rabbia incandescente che parte dallo stomaco e sale su su per il naso, negli occhi, nel cranio. E' quella che solo un tipo di persona riesce a farmi provare: I BUGIARDI.

Mi ricordo che da piccola mi riusciva facile sparare qualche cazzata. Ma, diciamocela, quale bambino non dice le bugie?

-Non l'ho rotto io, mamma!
-Ho fatto tutti i compiti, mamma!
-Non è colpa mia, mamma!
-Non vado a Firenze, mamma! (Ok, questa è di pochi anni fa.. Ma su, Prato ha così poco da offrire..)

Col passare del tempo mi è capitato più volte di trovarmi dall'altra parte della barricata:
-Non è colpa mia, Viola!
-Sono malata, non esco stasera, Viola!
-Devo studiare, non ci vediamo questo weekend, Viola!
E ho leggermente cambiato opinione sull'argomento.

La bugia è la massima espressione della mancanza di rispetto. Va a calpestare la dignità delle persone, la loro intelligenza, oltre ad essere una patetica dimostrazione di debolezza, una delle più tristi insieme all'uso della violenza fisica. E' non avere il coraggio delle proprie azioni. E' strisciare viscidamente nel buio, è sgraffignare quando il negoziante non guarda (e famola una bella rapina a mano armata e a viso scoperto!).

Se morite dalla voglia di vedere il terribile Hulk con tanto di trasformazione mostruosa provate a mentirmi e a farvi scoprire (evidentemente).
Fatta la premessa, immaginate in cosa io mi possa trasformare se a mentire è un essere che ha preso i miei soldi e che all'occorrenza nega di averlo fatto. Aggiungeteci una spruzzata di frode fiscale e la frittata è fatta: il Terribile Hulk sotto effetto di crack. Godzilla in piena sindrome pre-mestruale. Charles Manson con dolorosissime emorroidi e una gran voglia di uccidere. Sgarbi in piena crisi maniaco-depressiva. Sforzatevi lontanamente di immaginarvi faccia a faccia con Byron Moreno.. Non so come aiutarvi oltremodo.

Sono una persona particolarmente sensibile alle regole, nel senso che sono famosa per rispettarle sempre (mi è capitato una volta di aver saltato la fila a mensa, trascinata dal mio amico partenopeo Mimmo e mi sono sentita un avanzo di galera), soprattutto se si chiamano LEGGE ITALIANA.

Se prima potevo provare pena nei confronti del povero essere bugiardo di turno, adesso sono una furia. Sono disposta ad andare fino in fondo. Perché chi mi conosce sa che sono una persona categorica. Sono una persona cordiale e non creo problemi di sorta ma so trasformarmi in un carroarmato se si toccano i tasti giusti: la verità e i soldi.

Per cui, stay tuned su questi schermi perché se ne vedranno delle belle.

15.1.08

Beccata!

Ora no ho molto tempo..
Oggi pomeriggio però sono riuscita a scattare questa foto...

L'ho vista. Allora esiste davvero..

13.1.08

Aria di casa

Chi mi conosce sa che per me la meraviglia che il nostro bel paese ha creato si chiama Roberto Benigni.
Dopo una giornata 100% NYC in giro per Soho e il Village torno stremata all'ovile.
Faccio una doccia doverosa e mi metto in tuta, pronta per un deprimente sabato sera coi sudcoreani.
Sorpresa delle sorprese, appena entrata nella Student Lounge col mio petto di pollo e purè marca IDAHO (gasp!), gli amici del sol levante mi accolgono con un dvd in mano: "La vita è bella" in lingua originale con sottotitoli in inglese.
Benché tutti si sbellichino dalle risate e si commuovano nei punti più toccanti, nessuno tranne la sottoscritta può cogliere veramente la poesia.
Nonostante le apparenze i miei coinquilini asiatici hanno un cuore. Alla fine del film, riaccendiamo le luci e ciò che vedo è stupendo. 13 sudcoreani in un fiume di lacrime.
Ora, mi dico io, se piangono solo leggendo i sottotitoli... Cosa farebbero se capissero ogni singola parola, ogni frase, ogni inflessione che fa di Benigni il mio mito indiscusso?
Roberto è veramente un ponte tra le culture. Sono qui, nella città delle 1000 nazionalità, delle 1000 tradizioni. Il famoso Meltin Pot. E un vergaiese doc fa presa anche qui. E che presa.
Lo adoro.

12.1.08

.... Noia....

Credo che abitare qui sia molto più sicuro che starmene a Prato.
Calcolando che le lezioni non sono ancora cominciate, non ho ancora conosciuto nessuna forma di vita simile a me (ok, i sudcoreani sono cordiali.. Lo ammetto, ma non ho molte cose in comune con macchinette da studio selvaggio 24h/24..).
La mia compagna di stanza lavora tutto il giorno e quando torna a casa è stanca o in compagnia del fidanzato.
Non credevo di arrivare a dirlo ma... NON VEDO L'ORA CHE INIZINO LE LEZIONI!

10.1.08

Chiacchiere...

Stamattina dopo essermi lavata i capelli con l'acqua più ferrosa del pianeta e quindi aver constatato la consistenza altrettanto metallica della mia chioma ingestibile ho quasi raggiunto quel livello di convinzione che mi serve per TAGLIARE TUTTO.
Le mie amiche in diretta skype hanno inutilmente tentato di dissuadermi facendomi pensare a quando i miei capelli raggiungeranno quella lunghezza afro che non permetterà neanche di legarli in estremis. Ma non è bastato. fanno troppo schifo. Devo risolvere il problema.
Le opzioni sono 2:
  1. affidarmi a qualche artista del capello afro, magari ad Harlem;
  2. dare un taglio netto al problema e tosarmi all'inverosimile.

Non posso neanche chiedere un consiglio alla mia compagna di stanza che con la sua perfetta e setosissima chioma bionda americana non può neanche lontanamente capire cosa provo.

A proposito della mia room-mate:

Ieri sera abbiamo deciso di conoscerci meglio. Dopo aver parlato delle rispettive famiglie decido di passare alle cose serie:

"Hey! Sei pronta per le primarie del 5 fabbraio??"

"Primarie? Cosa sono?!"

"Le elezioni per decidere quale sarà il candidato di ogni schieramento che si batterà a novembre per la presidenza del tuo paese, tipo?"

"Oh, non mi interessa la politica. Non so neanche chi sono i candidati democratici e i repubblicani.."

"Conosci Hillary Clinton?"

"Quella dello scandalo della Lewinsky? Sì.. E' democratica o repubblicana?"

"Kristin! E' la moglie di Bill Clinton, secondo te da che parte sta?"

"Dopo quello che lui le ha fatto magari ha cambiato schieramento.. No'"

"No Kristin"

"Ma Bush è repubblicano o dmocratico?"

"Kristin ti prego... Non andare a votare.."

"Ehi ma, se le elezioni sono a novembre perché iniziano a febbraio?"

"A gennaio Kristin... E queste sono le primarie!"

"OK, se vado a votare chi devo votare? Cioè, ora posso votare repubblicano e poi a novembre cambiare idea?"

"Potresti ma.. Che senso avrebbe? Comunque, per assurdo potresti, nessuno potrebbe controllare. Non è scritto nel passaporto se sei democratica o repubblicana..."

"Ok e posso votare qualcun altro? Cioè, chi voglio io?"

"Ci sono gli indipendenti... Interessa?"

"No vabè, se volessi che mio zio diventasse presidente, potrei votare per lui?"

"Se si chiama Giuliani, Obama, Edwards, Mc Cain, Romney, Huckabee sì.... Ma non credo che sia fra questi vero..?"

"Certo che il mio paese è davvero complesso eh... E senti, io sono contro la guerra, per la libera scelta sull'aborto e voglio che la mia famiglia si arricchisca.. Cosa sono?"

"Se la tua non è una famiglia di petrolieri, beh allora sei democratica"

"Grazie! Allora voto per la vecchia cornuta. E' sexy un paese con un presidente donna.... E, senti, te che reality show guardi?"

"Uomini e donne Kristin, ma non lo conosci.. Buona notte Kristin.."

"Notte VAIOLA!"

Sarà un luuuuuuuungo semestre...

9.1.08

In residenza

Eccomi in residenza universitaria a Brooklyn.E' una palazzina di 4 piani abitata per lo più da studenti sudcoreani e qualche australiano. Infatti la prima ragazza che conosco è una certa Emily di Melbourne che pranza piluccando da un sacchetto di nachos (YACK!, come dicono qui.... Corrisponderebbe al nostro BLEAH!). Il pezzo forte della residenza è il quarto piano. Un immenso salotto wirelessizzato con tavoli, schermi al plasma, distributori di cibo e bevande e un immenso angolo cottura con 3 forni, due frigoriferi e una LAVASTOVIGLIE. Spettacolo. Completamente ispirata decido di andare a fare la mia prima spesa newyorkese al supermercato qui davanti: prima esperienza indimenticabile.
Solitamente impiego non più di mezzora per fare la spesa. Bene, stavolta mi ci sono volute 2 ore piene. Perché? Non so se siete mai stati in un supermercato del regno del consumismo. C'è addirittura tutta una corsia solo di cereali di ogni forma, colore, sapore, marca, prezzo... C'è di tutto. Tutto il superfluo intendo. Quando si parla di beni di prima necessità (acqua, pane, sale, zucchero) è la solita impresa (vedi i lenzuoli di ieri). Non esiste il sale normale. C'è quello iperfino per popcorn, dalla consistenza simile alla cocaina. Non c'è il sale per condire una semplice insalata o per salare l'acqua per la pasta. Taglio la testa al toro. Oggi mangio carne e insalata (quanto tempo...), per aggirare l'ostacolo mi compro la salsa di soia che sala come non mai. Insomma, trovo tutto, perfino la pasta barilla a 1 dollaro (w la globalizzazione). L'unico inconveniente: il caffè. Ora, premetto che da buona italiana poco adattabile per certe cose (vedi il caffè appunto) mi sono portata la mia mokina dell'Ikea, ancora inecelophanata. Vogliosa di un buon caffè e disgustata all'idea di trangugiare la solita sbroscia insapore decido di lanciarmi nell'acquisto del Caffè Sombrero da 2 dollari. Calcolando che una moka svedese da rinnovare già non promette niente di buono mi sa che i primi caffè faranno vomitare. E invece no.. sarà che MENO e MENO fa PIU', ma caffè schifoso e moka schifosa mi regalano un caffè fenomenale. Misteri americani.
Verso le 7 arriva la mia compagna di stanza. Kristina, americana di Albany (a nord di New York), mi annuncia subito che il suo fidanzato (di cui non ricordo il nome) dormirà in camera nostra fino a domenica "Tranquilla, non russa..". E io che già mi rigiardavo a chiederle se eventualmente le fosse andato bene ospitare una mia amica per 3 giorni...

Passo il resto della serata aspettando i risultati elettorali del New Hempshire mandando onde di energia positiva a Barack che pare stia arrestando la sua corsa in modo inaspettato... Tutta colpa delle lacrime di Hillary (video infondo alla pagina).
Comunque.. Al momento sono nel mega salotto ad ascoltare la musica con le cuffie circondata da 15 coreani che studiano come macchinette. ARG!

8.1.08

COMINCIA ADESSO

La Fede è partita oggi pomeriggio quindi da adesso inizia ufficialmente la mia avventura solitaria nella Grande Mela.
Prima di tutto compro la sim card americana (prima fregatura... Non so quanto mi verrà a costare questo lusso, mi riprometto di non sforare dalle 5 ore di conversazione che mi sono concesse ogni mese alla modica cifra di 39 dollari). Poi mi dedico agli acquisti di prima necessità, indispensabili per il mio insediamento in residenza universitaria a Brooklyn.
Ci sono stata ieri per vedere cosa mi aspetta e cosa manca. Mi hanno detto di procurarmi cuscino, lenzuola, coperte e filo ethernet per la connessione a internet. Per trovare il cavo non ho problemi visto che questo è il paese della tecnologia elargita alle masse. E' un'impresa epica invece trovare lenzuola a prezzi abbordabili. Setaccio Broadway da capo a piedi. Pare che in questa città tutti usino lenzuola di Martha Stuart (40 dollari l'uno), in cotone organico giapponese (60 dollari), antiallergici (54 dollari) o equi e solidali (32 dollari) e cuscini ergonomici in canapa indiana anti-acari (35 dollari) o di piuma d'oca ruspante (prezzo non ben specificato). Per tutti coloro che non abitano in alcove in legno grezzo e pietra nuda o in loft minimal e eco-compatibili non resta che scarpinare tutta Manhattan per trovare lenzuola popolari a prezzi decenti. Presa dal panico (domattina trasloco in residenza e il pensiero di dormire sul materasso nudo, avvolta nell'accappatoio, non mi alletta molto) fermo una signora afroamericana con tette e pancia enoooooormi e le chiedo un consiglio. Mi manda in una specie di Stefan dei poverissimi dove finalmente trovo lenzuola a buon mercato. Niente di decorato... Pezzi di stoffa rettangolari e una copertina beigiolina minimal (per dimensioni).
Insomma, domattina mi sposterò definitivamente nella mia residenza brooklyiniana abitata prevalentemente da studenti cinesi (ma quanti sono, questa città è abitata solo da cinesi!) il degno contrappasso per una pratese in cerca di aria nuova..
Conoscerò la mia compagna di stanza. So solo che si chiama Kristin White e che è americana.
Vi aggiornerò domani sera!!!
(Visto che molti commentano via e-mail, vi comunico ufficialmente che per lasciare commenti sul blog basta cliccare su COMMENTI sotto ogni post. Ok?)
Vio

7.1.08

FOTO PER VOI

5.1.08

Nanananana... I'm still Viola from the block...

Qualche news sulle scorribande della rediviva crew Fede-Vio.
Sveglia alle 7 e 15 per arrivare puntuale alle 9 all'università (tale Vertical Campus nel Flatiron District) per la riunione degli studenti stranieri. Ci accolgono con una colazione a base di viennoiseries, bevande calde, frutta e fiori (non da mangiare). Ci spiegano le 10 regole del buon studente in scambio, terminando ogni precetto sacro con un perentorio PENA L'ESPULSIONE (che mi ricorda tanto l' "ALTRIMENTI LUI MUORE" di Guzzanti..
Seconda tappa: l'inimitabile, il temibile BRONX. Appena varchiamo il confine del quartiere iniziamo a intonare la mitica "Jenny from the Block". Ebbene sì, siamo sul terreno che fu pestato dalla grande Jennifer Lopez.

Don't be fooled by the rocks that I got
I'm still, I'm still Jenny from the block
Used to have a little, now I have a lot
No matter where I go
I know where I came from
La mia guida ci fa scoprire una seconda Little Italy, molto più viva, italiana e genuina di quella di Manhattan. Non ci sono cinesi da queste parti. Mi pare già un bel passo avanti.
Mangiamo una pizza alta 5 centimetri buonissima tra italo-americani molto pittoreschi (tipo una signora tutta rinfighettata che esordisce con un "Damme 'nu calzoun che l'altro era ddisgashtìng!!".. Che ridere..).

Finita la scarpinata per il quartiere malfamato per antonomasia (ahhh, gli stereotipi..) decidiamo di cambiare radicalmente genere: l'Empire State Building. Ma non prima di aver fatto benzina: fermata della Fede da Dunkin Donuts (MAI PIU', l'ustione sta guarendo ora, a distanza di 4 giorni..).


Che dire del grattacielo più famoso del mondo.. Basta una foto dall'86° piano?


4.1.08

Che roba

LA MIA UNIVERSITA'
No comment

IT'S UP TO ME...

Come promesso, una carrellata di immagini di questa meravigliosa città.
Come potete immaginare me ne sono già innamorata follemente e il moleskine non ne può già più.
Ora, a parte l'argomento "cibo e mance", che affronterò in modo più approfondito, perché merita, i miei primi 4 giorni newyorkesi possono essere ben illustrati in queste diapositive mentali:
  1. La colazione dall'"ispanico" su Amsterdam Avenue che per soli 3 dollari e 55 ti vende un bagel (ciambella di pane) ripieno di uova e bacon fritta e un caffè (la sbroscia che si vede nei film).
  2. Passeggiata con Cristian (collega di Siena di stanza ad Atlanta) a Times Square, WTC (o a ciò che ne resta).
  3. La festa di capodanno nel Loft a Soho del ragazzo di un'amica della Fede. Festa di giovani repubblicani astemi che tracollano dopo 2 bicchieri. Fauna debosciata e pretenziosa. Sbornia molesta dell'amica della Fede (Julia Payne) scaricata platealmente dal teo-con padrone di casa e conseguente corsa in taxi non so dove..

  4. Il brunch al City Diner su Broadway Avenue, pubblicizzato anche nella mia guida Lonely Planet, a base di pancake (3) ri-uova, ri-bacon, prosciutto canadese e salsiccia (il cosiddetto piatto "Lumberjack" con la solita sbroscia nera. Fauna del locale abbastanza eccentrica. Una su tutte, una vecchia signora schizzata e scheletrica che dopo aver tirato fuori dalla borsa una bilancina da pusher, pesa meticolosamente la pancetta e le uova.. Ma la cosa strana è che continua a ordinare cibo..
  5. Passeggiata nel Greenwich Village, puntatina a Tribeca (giusto il tempo di rendersi conto che non c'è quasi nulla di interessante da vedere) e approdo a Chelsea, quartiere fondamentalmente gay. Chi ha scritto la guida lo descrive come un quartiere pieno di energumeni effemminati in fila davanti alle palestre ma la realtà ci appare ben più deprimente, forse a causa del vento freddo. E' qui che si trova il famoso Chelsea Hotel, dimora di famosi scrittori e "bohemiens" e luogo in cui Sid Vicious uccise la fidanzata (gossip alternativo). La solita guida ci informa della presenza di un "LUSSUOSISSIMO" lounge bar nel seminterrato, ma dopo esserci date un'occhiata pensiamo bene di passare oltre.
  6. Cena al Nooch, un ristorante jappo e thai dal design futuristico. Ci riempiamo di spaghettini grigiastri e insipidi con pesce crudo e alghe secche (io) e una tonnellata di pesce piccante tailandese (la Fede). Voto 10 per la location, voto 3 per il cibo.. MAI PIU'.
  7. Colazione da Dunkin Donuts (mai più!) a base di ciambelle e sbroscia con conseguente ustione di 6°grado sulla lingua (soffro ancora a distanza di 1 giorno). MAI PIU'.
  8. Breve passeggiata a Little Italy. Una strada tempestata di ristoranti italiani pacchiani e negozietti di souvenir newyorkesi (gestiti dai soliti cinesi cafoncelli).
  9. Gran passeggiata a Chinatown. Ristoranti cinesi e tailandesi, negozi di cianfrusaglie, erboristerie, pescherie e un tempio buddista piuttosto pacchiano (il tempio Mahayana). Pezzo forte del quartiere, la compagnia di pullman che per 15 dollari (circa 10 euro) ti porta a Boston. Fila abnorme..
  10. Pranzo alla pizzeria "Pomodoro". Con nostra gran sorpresa gli "americani" sanno fare la pizza meglio che a Treviso (dice la Fede). Elementi degni di nota: le cameriere maleducate e lo scambio di sguardi ripetuti tra la Fede e il brutto pizzaiolo (una specie di punkabbestia spagnolo..). P.S. La Fede continuerà per il resto del pomeriggio a rimuginare su "come poteva essere..".
  11. Scarpinata controvento (ma siamo sempre controvento??) per Soho, tra i negozi di vestiti e i 1000 Starbucks.
  12. Acquisti da Abercrombie, un megastore di abbigliamento sulla 5a Strada che espone la stessa merce (piuttosto cara) su tutti e 4 i piani. E c'è anche da fare la coda per entrare! MAI PIU'.
  13. Pausa sbroscia da Starbucks nella Trump Tower. Edificio esageratamente marmoreo con cascatelle d'acqua alle pareti e foto del magnate dell'edilizia sparse qua e là. Ustione rinvigorita. MAI PIU'.

  14. Ritorniamo del Village per bere qualcosa in un locale descritto dalla mia guida come il meeting point di studenti modaioli.. Ebbene, è l'unico edificio completamente sigillato da ponteggi. Non esiste né il locale né il palazzo.. Ripieghiamo sull'Esperanto Café, un localino finto low-profile che serve insalate, infusi e gran fette di torta. La fauna del locale è formata da clienti rigorosamente SOLI, indaffarati in attività apparentemente artistiche o intellettuali: ragazzo A legge un fumetto, apparentemente d'autore. Lo sfoglia come se fosse un saggio di Proust. Il tomo (perché un fumetto di poche pagine non è abbastanza intellettuale) attira l'attenzione del ragazzo B, che dopo aver rovesciato sul tavolo una ventina di pennarelli, inizia a disegnare sul suo megablocco da disegno mangiando un panino. La ragazza C con gli occhiali, siede a gambe incrociate vicino alla finestra, ascolta la musica da grandi cuffie e scrive e disegna sul suo moleskine. La ragazza D, seduta accanto alla porta d'ingresso, spippola sul suo computer minuscolo sorridendo di tanto in tanto a qualche altro cliente solitario. MA, la punta di diamante del locale è lui. Il rastone irrequieto. Entra con la chitarra in spalla. Si siede. Si sposta. Apre la custodia. Si alza. Si sposta. Parla con due ragazzi seduti sul divano in stile Central Perk. Si siede. Prende la cuffie. Si alza. Si sposta. Si siede. "Ora suonaci qualcosa!" ci diciamo noi.. No, sarebbe troppo scontato, esibizionista.. Un vero artista suona per se stesso. Il Jimie Hendrix de noantri nserisce lo spinotto delle cuffie e strimpella note silenziose accompagnando il tutto con espressione trasognata. Per quanto ne sappiamo potrebbe anche non saper suonare affatto. Per un momento ci sentiamo le meno creative e profonde del locale. Dopo 5 minuti ci rendiamo conto che la loro è una posa bella e buona. E continuiamo a pascolare sulla nostra erbetta.

  15. Ricolazione dall"ispanico" dei 3 dollari e 55. Si spende poco e si mangia tanto. Ispanico! Ispanico! Ispanico!
  16. Puntata a Wall Street per vedere l'edificio della Borsa. Gran pacchianata neo-neo-classica con capitelli corinzi. That's America, Baby.
  17. Ci affacciamo sull'East River per goderci timidi raggi di sole e una vista spettacolare. Brooklyn col suo omonimo ponte. E per l'ennesima volta in 4 giorni sono felice di essere a NYC.
  18. Scarpinata su e giù per Fulton Street alla ricerca del quartier generale di Barack Obama. Domani iniziano le primarie, chissà che fermento da quelle parti.. Nessun fermento perché pare che in questa città nessuno sappia dove sia. Gran lavoro di comunicazione questo Obama. Oltretutto rischiamo anche la lite con l'ambulante indiano che s'incazza appena pronunciamo il nome del candidato democratico. "Chiedetemi di Hillary non di quello lì!!".
  19. Un poliziotto ci manda al numero 40 di Fulton Street. Il piccolo problema è che ci manda al quartier generale di Rudolph Giuliani... Non esattamente la persona che stavamo cercando..
  20. Prendiamo la metro e andiamo a Brooklyn. Leggo nella guida che Williamsbourg è un quartiere pieno di giovani e locali simpatici. Sfidiamo un vento ghiacciato e ci rifugiamo nell'Aligator Lounge, un bar arredato piuttosto male ma che offre una temperatura tropicale, birra locale e pizza buona gratis. Aligator! Aligator! Aligator!

Per adesso questo è tutto.

2.1.08

Premessa

Visto che, se dovessi scrivere ogni cosa che mi colpisce di questa città, non avrei più tempo per dormire, ho deciso di condividere con i miei sparuti aficionados solo quegli episodi che suscitano in me una qualche emozione. Che mi facciano ridere, piangere, impaurire o riflettere, non importa.
Per tutto ciò che riguarda i luoghi di questa meravigliosa città ho iniziato a scrivere sul mio Moleskine-New York (regalo di Damy) una piccola guida secondo i miei criteri (rapporto qualità-quantità-prezzo e simpatia-gradevolezza estetica del personale per i locali e i negozi e impatto emotivo-prezzo del biglietto per i musei e luoghi d'interesse). Qualora qualcuno di voi avesse in progetto una vacanza a New York sarò lieta di PRESTARGLI la neonata guidina "Viola @ NYC".
Seconda di poi abituatevi a post scarni e diretti.
Un abbraccio a tutti tutti tutti!!

Appunti di viaggio

Tratta Roma-Dublino. Sedile 5F.
Mi sono scelta un posto veramente isolato. Tutte le file sono occupate. Solo la mia è vuota a parte me. Mi chiedo se ci sia un motivo. Che sia una fila sfigata?
Questo volo è decisamente turbolento.
Non mi ricordavo che a Dublino si mette l'orologio indietro di un'ora quindi il volo durerà 3 ore e non 2 come avevo pensato. Scoccia di brutto.

Tratta Dublino-New York. Sedile 25 A.
Non so per quale dinamica astrale tutte le volte che scelgo o mi assegnano un posto in aereo mi ritrovo in corrispondenza dell'ala ergo non riesco a vedere niente di ciò che stiamo sorvolando. Perfetto, la vista del tramonto sui grattacieli di New York non mi interessava affatto...
Il mio vicino di sedile (che stavolta c'è) puzza di alcool in modo esagerato. Che sia talmente terrorizzato all'idea di volare che senza un goccetto non riesca ad imbarcarsi?

Il mio zio Claudio ieri mi ha detto che statisticamente i passeggeri seduti all'altezza delle ali dell'aereo hanno meno probabilità di morire in un eventuale impatto rispetto agli altri. Benché io non riesca a vedere NIENTE di ciò che stiamo sorvolando questi dati mi rincuorano.
Il mio vicino emana un odore nauseabondo che ricorda vagamente la pomarola rancida.
Mi sveglio di soprassalto. Si è appena comprato dal minibar una lattina di succo di pomodoro e due bottigline di vodka liscia. Si è preparato uno strano Bloody Mary da 66 cl. Ho il voltastomaco. Credo che sia alcoolizzato, altro che paura di volare...

I Bloody Mary trangugiati dal mio vicino ammontano a 4. Il tizio dietro di me sta vomitando sonoramente nel sacchetto preposto. Qualcuno mi dia un sonnifero potente.

Che fenomeno unico.
E' da un paio d'ore che siamo in volo ed è da quando siamo partiti che vedo dal finestrino un meraviglioso tramonto alla mia sinistra. Ora, io come ben saprete non sono affatto una tipa da tramonti ma questo è incredibile. Il tramonto più bello e più lungo della mia vita. Andiamo verso ovest, quindi stiamo praticamente rincorrendo il sole mentre tramonta. E' come vedere decine di tramont tutti concatenati. E' stupendo. Il mondo è veramente a portata di mano.

E frustrante! Le ore passano e questo sole non accenna a calare! Chiudo la tendina, confusa e stanca. E' il giorno più lungo che abbia mai vissuto.