Da un pò di tempo a questa parte la mamma mi fa notare che sto diventando romantica nel senso che mi capita spesso di mettermi a rimuginare sul passato, sulla mia infanzia, sulla mia famiglia. Non è molto da me, lo ammetto. Ma non credo che sia solo una conseguenza della lontananza. Sono stata lontana da casa altre volte e per periodi più lunghi e il risultato era il contrario. Apprezzavo la mia solitudine, la mia finta autonomia e rabbrividivo al pensiero di tornare a casa. La mia infanzia poi non ne parliamo. L'ho segregata in un angolo della mia memoria, convinta che ci fosse ben poco da ricordare.
Poi è successo qualcosa, in Sardegna credo.
Mi sono resa conto che la mia stupidissima tecnica di sintesi, compressione e rimozione di alcune mie emozioni durante la mia breve vita non ha funzionato. O meglio, la fase di rimozione non è stata altro che un accantonare e accumulare. Una bomba sporca ad orologeria. Che puntualmente è deflagrata, con effetti deleteri su chiunque si trovasse investito dall'onda d'urto.
Fuoco e fiamme, come da copione. Ma passata la fase dell'autocommiserazione e del rinfaccio mi sono trovata faccia a faccia con quei momenti che avevo accumulato in 23 anni, ma senza rabbia (che come una fiammata è uscita, ha bruciato e si è spenta). E mi sono ritrovata in mano come un mazzo di fotografie immaginarie. Episodi che erano troppo sereni per prevalere su quelli che mi avevano fatto soffrire e che finivano per inquinare tutto, anche il mio presente.

Damiano, la sparizione del suo coniglietto sudicio e la mia frustrazione di fronte all'impossibilità di ritrovarlo a Eurodisney a ferragosto. Coniglietto fu poi sostituito senza alcun successo dal pesciolino Flaunder punito da Dami con la mutilazione del naso (ma i pesci Disney hanno il naso??).
Io (7 anni), la Franci (9 anni) e la nonna Elsa nella casa di Via Nistri a guardare la telenovela argentina "MARIA", interpretata dalla bruna Veronica Castro seguita poi da TOPAZIO con la mitica Grecia Colmenares. La saga delle telenovelas prosegue poi con BEAUTIFUL (col quotidiano commento della nonna Elsa "Ah! I valori della famiglia!.." riferito al potere educativo-sociale della famiglia Forrester), QUANDO SI AMA e SANTA BARBARA.
La mamma che correggeva i compiti delle medie sul tavolo della sala da pranzo di Via Nistri e io che li guardavo come se fossero tesi di dottorato.
Io e la Franci che come pesce d'aprile abbiamo offerto al babbo un panino con evidente contaminazione di pepe nero in grani (non riuscivamo a macinarlo), e lui che dopo essersene accorto ha continuato a mangiarlo fingendo reazioni inconsulte per darci soddisfazione.
Io e la Franci che per non mangiare la verdura o la frutta di turno ne inventavamo di tutti i colori. La franci nascondeva il cibo nel fazzoletto teneva poi accuratamente stretto nel palmo della mano e io allineavo ordinatamente mele o pere sul poggiapiedi sotto il tavolo.
Il babbo che faceva il barbeque in campeggio una volta o due in un intero mese di vacanza olocausto. Era il momento della festa. Mi ricordo le patate completamente carbonizzate che il babbo ci spacciava per COTTE SOTTO LA CENERE come una volta.
Io e la Franci che quando era freddo stavamo 1 minuto fuori della porta di casa di Via Nistri per poi entrare e fingere di essere state accolte da una vecchina che ci offriva brodo caldo (ma prima ci assicuravamo che la nonna avesse cucinato il brodo, sennò non c'era divertimento).
Io e la Franci che giocavamo a "RIDGE E THORNE" di Beautiful. Io ovviamente avevo Thorne, ma il mio amato immaginario parlava ben poco perché io dopo 3 minuti mi ero già stufata di parlare con una persona che non c'era mentre la franci poteva andare avanti per ore.. "E ora lui diceva... E ora io dicevo... Dai Vio ma non fare giocare solo me. Adesso te dicevi...".
La nonna Elsa che è stata un pomeriggio intero a cercare di insegnarmi a disegnare il NODO DI SALOMONE ma io, cialtrona fin da piccola, tiravo via, e lei si arrabbiava e mi faceva ricominciare. E ora è l'unica cosa che disegno quando sono al telefono..
La mamma che ci portava sempre a teatro a vedere concerti di musica classica o.. Giorgio Gaber.
Tirava fuori i nostri cappottini blu conforosi e pizzicosi e allora giù con le calze, la gonna, la camicia col colletto e le scarpine di vernice..
Le battaglie con la mamma che mi obbligava a indossare il colloalto di lana. Ovviamente, dopo avere completamente slabbrato il collo per evitare il contatto della lana con la pelle, me lo toglievo appena arrivata a scuola.
La Sambetù (o come si scrive), la mia terza nonna, originariamente domestica della nonna Elsa, che mi faceva provare la Futa (il tipo scialle bianco eritreo) e ripeteva qualunque cosa io dicessi facendone una canzoncina. Suoi gli gnocchi di patate più buoni dell'universo. Mi ricordo le sue amiche rumorose che si accampavano nella nostra cucina la domenica pomeriggio a preparare Zighinì piccantissimo bevendo thè con il latte.
Dami e i suoi incidenti che mi hanno tolto anni di vita, 10 ogni volta.
Dami che precipita da uno scivolo in non so quale campeggio.
Dami che si squarcia la fronte sull'unico centimetro di palestra non protetto da gommapiuma trasformando la sala in un luogo del delitto.
Dami che si apre la testa sbattendo contro un chiodo in camper all'Abetone (colpa mia, cel'ho spinto contro..).
Dami che si affetta un gomito e un ginocchio con tanto di osso a vista. Non si era accorto che i freni della bicicletta non funzionavano e ha deciso bene di affrontare la discesa di Via del Monticello (e chi la conosce sa cosa ha rischiato).
Dami ricoverato. Asportazione di tonsille e adenoidi in una botta sola. Risultato: voce elio-modificata e tonnellate di gelato per lui.
Dami e la sua proverbiale incapacità di perdere. Nel bel mezzo di un inseguimento a ACCHIAPPINO era capace di buttarsi in terra urlando HO PAURA! Subdolo..
Le settimane bianche e le gare a chi faceva più cadute. Chi veniva beccato in terra veniva punito con una manciata di neve nel lupetto. AIUTO!
Io e la Franci che ci bruciavamo le piste più belle delle Dolomite facendocele TUTTE A DIRITTO a chi arrivava prima e la mamma che si incazzava "Spendiamo un occhio per questi skipass! Se lo sapevo vi portavo al campetto scuola dell'Abetone!!".
L'Abetone, Le Regine, Cecchetto, La Secchia, Pievepelago. Le passeggiate (odiate dalla sottoscritta e dalla sua proverbiale pigrizia). La pensione Noemi, la Dina, le frittelle di porcini, la torta di mirtilli che odiavo e polenta con la salsiccia.
La mamma che all'Isola d'Elba ci svegliava presto la mattina e a turno ci portava in bici fino a Bagnaia per fare il bagno prima di tutti e poi ci faceva fare colazione al bar vicino alla spiaggia.
Il babbo che mi ha insegnato a andare in bici senza rotelline. E io che, appena mi rendevo conto che non mi stava più reggendo dal portapacchi andavo nel panico e andavo a cercarmi una panchina contro cui schiantarmi per dimostrargli che avevo ancora bisogno delle rotelline..
Muci, il nostro primo gatto. Non mi faceva una gran simpatia. Ma è stato il nostro primo animale semi-serio (anzi no, i primi sono stati CELESTINA E NERINO, due conigli nani. Lei è morta dopo 2 o 3 giorni, lui è durato finché un deficiente non se l'è rubato..). Ginevra invece, da quando è arrivata mi è stata simpatica. Poche manfrine reciproche. Le ho dato il nome e il mio rispetto. E' il mio alter ego. Lunga vita a Ginevra.
E potrei andare avanti per ore..
Ne sono felice. Un tempo non ci avrei pensato. O ci avrei pensato finché il ricordo di qualche episodio non mi avesse fatto richiudere il cassetto.
Sto crescendo?