Come ho anticipato a qualcuno dei miei lettori, ho avuto l'opportunità di andare alla prima di Sex and the City The Movie al Radio Music City Hall e all'afterparty al Moma.
Ho preso in prestito dal closet di Anna a NY un abito da sogno (rigidissimo, con corpetto steccato). Il mio magico coinquilino stylist Gabriel l'ha perfezionato con un tutù di sostegno (ma come cazzo parlo) e scarpe vuitton vintage direttamente dal closet di Vogue..
I-R-R-I-C-O-N-O-S-C-I-B-I-L-E
Ho fatto il red carpet per entrare.. (il pink carpet). Fergie dei Black Eyed Peas era dietro di me, davanti invece mi sono ritrovata Kristin Davis, Sarah Jessica Parker e Jennifer Hudson.
Ho preso in prestito dal closet di Anna a NY un abito da sogno (rigidissimo, con corpetto steccato). Il mio magico coinquilino stylist Gabriel l'ha perfezionato con un tutù di sostegno (ma come cazzo parlo) e scarpe vuitton vintage direttamente dal closet di Vogue..
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Ho fatto il red carpet per entrare.. (il pink carpet). Fergie dei Black Eyed Peas era dietro di me, davanti invece mi sono ritrovata Kristin Davis, Sarah Jessica Parker e Jennifer Hudson.

Date un'occhiata a questo video.. Osservate bene al 28esimo secondo se vedete una faccia conosciuta passare dietro Cynthia Nixon.
La mia funzione era quella di rappresentare la rivista e accompagnare le due vincitrici del concorso "Vinci Sex and the City... bla bla..".
Alla fine del Pink Carpet, Mary, una delle due ragazze (in foto col bellissimo Jason Lewis che tra parentesi mi ha anche fatto il baciamano..) mi dà una notizia spaventosa: VIOLA, HO PERSO IL BIGLIETTO.
Panico.
Dopo aver discusso con la security più ottusa del pianeta, mi immolo per la patria e le cedo il mio ticket per la proiezione. Mi rifarò all'afterparty, no problemo. Nell'attesa mi sparo un hamburger con patatine e birra in un pub nelle vicinanze. Addentare un panino, fasciata in un corpetto di Alberta Ferretti è un'esperienza che rasenta il suicidio per asfissia. Ma non ha prezzo (come il vestito).
Alla fine del Pink Carpet, Mary, una delle due ragazze (in foto col bellissimo Jason Lewis che tra parentesi mi ha anche fatto il baciamano..) mi dà una notizia spaventosa: VIOLA, HO PERSO IL BIGLIETTO.Panico.
Dopo aver discusso con la security più ottusa del pianeta, mi immolo per la patria e le cedo il mio ticket per la proiezione. Mi rifarò all'afterparty, no problemo. Nell'attesa mi sparo un hamburger con patatine e birra in un pub nelle vicinanze. Addentare un panino, fasciata in un corpetto di Alberta Ferretti è un'esperienza che rasenta il suicidio per asfissia. Ma non ha prezzo (come il vestito).
Al Moma ci attendono fiumi di Cosmo, champagne, dolci di ogni tipo e celebrities spaparanzate a destra e a sinistra. Ma che diavolo ci faccio qui.
Io e Mary (nelle sue Manolo Blahnik dorate da 600 dollari sbreccate in una grata di un tombino...) piangiamo lacrime e sangue dal mal di piedi. Alla fine la Viola vera prevale su questa grottesca versione fashionista: mi tolgo le scarpe e vado in giro per la festa scalza. Mi spiace, quando è troppo è troppo.Insomma, mi sa che questa era l'ultima mia missione glamour a NY e l'ho goduta fino in fondo.
Il film lo vado a vedere oggi pome col mio coinquilino Gabriel, come da copione, con 2 chili di popcorn e 1 litro di coca. Alla faccia della Premiere.









