Sono passati 2 giorni dal mio rientro in terra natìa. Mi scuso con tutti coloro che non ho contattato appena arrivata. Ebbene. SI', SONO TORNATA. E porto uno zaino carico carico di ansia e di insofferenza. Ma questo vel'aspettavate tutti.
In realtà non mi sembra di essere mai partita. Sono passati 6 mesi, dice. Ma non ne sono affatto sicura. Ho come la sensazione di essere stata via un paio di settimane. Nessun cambiamento in questa città malefica (a parte che il bar Maracaibo in piazza Buonamici si è trasformato nel lounge bar - ODIO QUESTA DEFINIZIONE - Le Bigonge, con divanetti e mega ombrelloni neri e l'eleminazione del semaforo maledetto tra la tangenziale e via Montalese). Caldo tipico pratese, con afa notturna insopportabile. Gli idioti in centro che fischiano alla vista di un paio di gambe (non le mie, la gamba a tarallo non fa effetto neanche sui maniaci lanieri), la folla davanti a Lucio in Piazza del Comune (ma l'età media si è decisamente abbassata a 12 anni), i cinesi alla stazione e un pò ovunque. Per una strana pettegola dinamica astrale tutti sanno già tutto di me e di ciò che ho combinato a NY. O forse più gente di quella che mi aspettassi ha letto i miei trafiletti su Anna..
Non ho ancora finito di disfare i bagagli. Quando sono lì lì per finire succede sempre qualcosa che mi fa rimandare il drammatico momento del "chiudi la valigia e portala in cantina". Ho fatto il cambio di stagione, praticamente a luglio. Devo dire che è stata una buona idea. Mi ha risollevato il pomeriggio. Adoro tirare fuori dalla naftalina canottierine, pantaloncini e bikini. Mi ricorda tanto la fine della scuola. Peccato che in realtà si tratti dell'inizio dell'ansia. Rimettersi a ritmo con la vita reale. I vaccini contro le vespe, rimettersi nell'ordine di idee che tornare ad allenarsi non sarebbe una cattiva decisione, predisporre il pellegrinaggio a Siena per riprendere gli scatoloni lasciati a destra e a manca. Magari pensare un attimo che esami voglio fare (VOGLIO... PAROLO NI CHE VOLANO) a settembre e magari comprare anche i libri per studiare. Ora poi devo anche trovarmi un lavoretto perché la grana scarseggia e mi sento un peso per il babbo Victor. Ora come non mai. Poi adesso inizieranno anche le scorribande svedesi, perché tanto non avevo una vita già abbastanza movimentata.
Mi ricordo tempo fa scrissi che avevo imparato a godermi la vita senza ansia da prestazione. Senza la paura di deludere le aspettative mie in primis e dei miei in secundis.. Invece nisba. Tornata da NY per ora non sento di essere cambiata. Per adesso questa magnifica esperienza è responsabile dell'inevitabile SPLEEN Baudelairiano che mi morde le caviglie.
Tanto per rincarare la dose, la Gui è in piena crisi pre-laurea, la Kekka è in balia della sua cronica sfortuna amorosa. La Lui, come me, non ha più un cazzo di voglia di studiare. Siamo proprio una bella cricca.
Altra novità. La camerina verde mare di Damiano ha preso il volo e ha lasciato spazio a un mini loft acciaio e vetro. La casina di Diddle e la testa di alce di Pelouche sono sparite. In quella stanza non ci sono suppellettili. Solo un giradischi hi-tech su una scrivania di vetro e acciaio satinato. La sedia, anche quella trasparente.
La mia camera invece pare reduce di un'esplosione nucleare. Riflette perfettamente gli animi delle sue inquiline. Una in Etiopia a fare del bene, per carità, ma famosa per la sua sconclusionatezza e mania di conservare anche la carta di una caramella mangiata nel 1987.. Perché ha valore affettivo e poi, metti che mi riserve?? L'altra, e cioè la sottoscritta, ha 2 milioni di cose e anche lei, nonostante a volte si faccia prendere dal raptus BUTTO VIA TUTTO, DO FUOCO ALLA STANZA CHE E' TUTTA DI LEGNO, VEDRAI COME PIGLIA BENE LA FIAMMA, esita di fronte all'eventualità di buttare il diario di terza liceo perché più passa il tempo e più è interessante andare a rileggere le stronzate di quando era adolescente.. Morale della favola: questa camera è un casino inenarrabile.
Altra news.. La mamma ha cambiato taglio di capelli. Lei, a differenza mia, ha avuto il coraggio di tagliare. E sta proprio bene. E è anche dimagrita un monte. Brava mamma. Sì, TELEFONO A ALLERGOLOGIA DOMANI!!
Il babbo è sempre uguale. Forse un pochino più babbo. Si è lamentato perché da quando sono tornata sono uscita tutte le sere.. Babbo, babbo. Meglio tardi che mai.
La Franci non si sa.. E' in Etiopia a farsi un'esperienza con le palle. Sono fiera di lei ma so che quando tornerà e andrà a ricercare le sue cornicine di gesso sbreccate e polverose che grazie al mio REPULISTI saranno scomparse per magia tenterà di intavolare una polemica.. Che non raccoglierò.
Dami è sempre più bello. Sempre più incazzosino. Povero, anche lui reduce dal quadrimestre berlinese ha subito non poco shock al rientro in patria.
Gina è in formissima. E' bella, forte, pulita. Non come Simon, il gatto vecchio secco e puzzolente di Gabriel, il mio coinquilino di NY.
Domani finisco di disfare i bagagli. Giuro.
Mi piange il cuore. Ma con quelle due valigione nel mezzo, questa camera è ancora più angusta. O me o loro.









